Che cosa succederà alle principali valute nei prossimi mesi? Le voci sono tante ed ovviamente nessuno può prevedere quello che accadrà a dollaro e euro nell’immediato futuro. Qualcuno però rischia di avere più ragione di altri, come ad esempio John Taylor, l’uomo che gestisce il più grande hedge fund dedicato al monetario al mondo, FX Concepts LLC di New York e che nel marzo scorso predisse – quando il dollaro era a 1,35 sull’euro – l’apprezzamento del biglietto verde fino a 1,20, il livello attuale.
In una recente intervista Taylor – la cui azienda gestisce assets per 7,5 miliardi di dollari – non ha dubbi: «Siamo tutti, a livello globale, spaventatissimi detentori di euro. Siamo tutti qui con le dita incrociate, sperando che l’apprezzamento dell’euro possa proseguire in luglio e agosto ma questo, da un certo punto di vista, porterebbe poi a un crollo della valuta comune a causa dell’impossibile situazione economica in Europa».
La situazione, quindi, è quella di un potenziale rally dell’euro: lo dice chiaramente il crollo del 70 per cento dei contratti short contro la divisa comune europea al Chicago Merchantile Exchange, scesi a 49,335 nella settimana terminata il 22 giugno contro il picco 163,085 dell’8 giugno. Insomma, il livello di 1,20 non è più visto come sostegno ma come “fair value”, quindi chi scommetteva pesante contro il crollo ha chiuso la posizione. Buona notizia? No.
Per il semplice fatto che questo significa che gli analisti presentivano una situazione da “double dip” negli Usa, una sorta di abisso che nel weekend ha visto tra gli articoli più letti del sito Cnbc.com l’intemerata di molti investitori contro Obama e le sue politiche economiche, giudicate talmente male da far definire a molti il presidente degli Usa «un uomo dalla legislatura unica».
Insomma, se volete lanciarvi sul forex nel breve, scommettete contro il dollaro nei prossimi due mesi. Anche perché, stando a quanto dichiarato ancora da John Taylor, «questo periodo rappresenta il canto del cigno dell’euro. Il pacchetto di salvataggio Ue sta facendo pensare alle gente che ora le cose siano a posto e che anche tutto il resto, ovvero la situazione del debito, migliorerà strutturalmente. Quando a settembre la realtà ci colpirà, sarà davvero brutto. A mio avviso, l‘euro entro fine anno andrà in parità con il dollaro».
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