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Borse: si salvi chi può

Volano le Popolari, si affossano le Big Bank. In paradiso Fiat Ind. agli inferi Fiat. Insomma la confusione regna sovrana, chiamiamola volatilità.

Dopo una seduta che, per Piazza Affari, era stata per la quasi totalità in territorio positivo, nell’ultima ora di contrattazione è accaduto di tutto, dapprima un fuggi fuggi generale che ha fatto crollare l’indice fino ai 14.500 punti, poi un rimbalzo di una cinquantina di punti che ha ridimensionato il ribasso odierno: Ftse Mib (-0,38%).

Noi abbiamo già più volte sottolineato che la situazione sui mercati è (per usare un eufemismo) molto delicata, in arrivo downgrade ad ogni livello (oggi ne abbiamo avuto oggi un esempio su grandi banche internazionali), quindi può veramente accadere di tutto.

La parola recessione, da sempre un tabù per i mercati, viene tranquillamente pronunciata, ormai non si può più nascondere che si potrebbe scatenare sui mercati un nuovo shock finanziario i cui esiti non sono al momento preventivabili.

Insomma tutti gli enormi sacrifici ai quali verranno sottoposti i Paesi dell’eurozona (ma non solo) potrebbero non servire assolutamente a nulla, bensì polverizzarsi in una crisi senza precedenti.

Capiamo bene che stiamo dipingendo un quadro estremamente preoccupante, ma questa eventualità è certamente fra le possibilità e neppure remota, è chiaro che da una crisi del genere l’Europa ne verrebbe fuori a pezzi, letteralmente a pezzi.

Attenzione, sarebbe fuorviante guardare esclusivamente la performance della seduta odierna, è stato l’andamento a suonare come un forte campanello d’allarme.

Piazza Affari è stata sorretta da alcuni corposi rialzi soprattutto delle Banche Popolari: Bper (+11,53%), Ubi Banca (+7,89%), Banco Popolare (+7,74%).

Hanno registrato forti rialzi anche Mediolanum (+6,43%), Mediaset (+5,15%), Ansaldo (+4,35%), Fondiaria Sai (+4,17%) e Fiat Industrial (+4,13%).

Ma contemporaneamente hanno subito forti perdite Azimut (-4,91%), Pirelli (-4,25%), Unicredit (-3,95%), Intesa Sanpaolo (-3,34%), Eni (-2,64%) e Fiat (-2,55%).

Sarà un Natale “turbolento” sulle piazze finanziarie, o perlomeno volatile, non basterà avere i nervi saldi, serve molto, molto di più.

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