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Archivio | Risparmio Intelligente

Appuntamento all’Itforum di Rimini


In un momento di crisi economica e di incertezza dei mercati finanziari, sono sempre di più i risparmiatori delusi dall’operato della propria banca che, sempre più spesso, appioppa loro prodotti poco trasparenti, eccessivamenti costosi e per nulla adatti alle loro esigenze finanziarie.
Nelle analisi quotidiane dei portafogli dei risparmiatori che ci chiedono un check up dei loro investimenti, vediamo costantemente posizioni con notevoli perdite, costituite da prodotti opachi ed inefficienti, funzionali solo alle esigenze di chi li colloca e quasi mai a quelle dei clienti che li sottoscrivono.
Se in questi anni hai solo perso soldi, o sei comunque insoddisfatto di come la tua banca gestisce i tuoi Risparmi perchè ti vende le solite Polizze Assicurative, la Gestione Patrimonale, o l’Obbligazioni della casa, forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa!
Il 19 e 20 Maggio il mio Studio sarà presente all’Itforum di Rimini; se vuoi dare valore al Tuo Risparmio, sarò ben felice di poterti incontrare personalmente, per analizzare i tuoi investimenti e consigliarti gli strumenti più adatti alle tue esigenze.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso –  Mantova
http://www.wikio.ited6yr9mkc4

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Attenzione alle emissioni di Obbligazioni Subordinate


Uno dei maggiori conflitti d’interesse nel mondo bancario, si esplica attraverso il collocamento  allo sportello da parte delle banche delle proprie obbligazioni.  Sfruttando il legame con il cliente e soprattutto l’asimmetria informativaesistente tra chi propone il prodotto ed il risparmiatore, le banche tendono a rifilare i loro titoli, finanziandosi a tassi inferiori rispetto a quelli che pagherebbero andando direttamente sul mercato.
Questo fenomeno negli ultimi tempi si è accentuato  attraverso il collocamento diobbligazioni cosiddette subordinate. Esse rappresentano quei titoli che in casi di inadempienza di pagamento da parte della società emittente, verranno rimborsate solo dopo che sono stati soddisfatti i creditori ordinari e privilegiati. Sono quindi titoli che presentano un rischio più elevato rispetto alle obbligazioni senior. Nella mia esperienza di consulente indipendente ho avuto modo di verificare che raramente questo aspetto viene adeguatamente evidenziato al cliente che, quasi sempre,  le sottoscrive semplicemente perché rendono di più rispetto alle normali obbligazioni senior di pari durata finanziaria.
La caratteristica essenziale degli strumenti subordinati è che essi vengono considerati dalle banche che li emettono non come tradizionali debiti, ma come una forma di capitale azionario, cosa che permette agli istituti di credito di aumentare i propri volumi di attività. Infatti, le banche centrali esigono che si rispetti un preciso bilanciamento tra rischi assunti (prestiti, investimenti, etc.) e mezzi propri (azioni+obbligazioni subordinate).
La famiglia dei subordinati è numerosa e si distingue per tipologie, grado di rischio e redditività (a rischio maggiore corrisponde una remunerazione maggiore).
I nomi che vengono usati per definire i singoli strumenti sono di derivazione inglese e comuni a tutte le istituzioni creditizie europee e dei principali paesi occidentali: Tier 3, Lover Tier 2, Upper Tier 2, Tier 1.
Tier 3
E’ la forma più recente e rara di obbligazioni subordinate. La scadenza è breve (2-4 anni), la remunerazione di solito in linea con il Lower Tier 2 (che però ha sempre una scadenza superiore). Il pagamento del capitale e delle cedole può essere sospeso (non cancellato), su disposizione della Banca Centrale, in caso di indebolimento eccessivo della solidità dell’istituto;  in tale situazione gli interessi diventano cumulativi. L’emittente non può utilizzare questi titoli per far fronte alle perdite e ripristinare il capitale necessario alla prosecuzione dell’attività . In caso di liquidazione, il livello di subordinazione è lo stesso delle Lower Tier II. La tassazione è quella ordinaria delle obbligazioni (imposta sostitutiva del 12,5%).
Lower Tier 2
La scadenza è usualmente di 10 anni, ma l’emittente può (e deve) rimborsare alla pari al quinto anno. Se la banca non utilizza l’opzione di rimborso anticipato al quinto anno, non solo la cedola viene aumentata in modo consistente, ma l’emittente viene anche penalizzato dalla Banca Centrale. Le cedole, variabili o fisse, vengono sempre pagate alla data prefissata; sono bloccate solo in caso di una vera e propria insolvenza. Il capitale non subisce decurtazioni, se non in caso di liquidazione della banca. Si tratta del meno complicato e rischioso dei subordinati, ma, proprio per questo, molto soggetto ad essere venduto come una normale obbligazione “senior” da parte di “venditori” non trasparenti. In caso di liquidazione dell’emittente, questo strumento viene preferito ai Tier 1 e Upper Tier 2, trovandosi allo stesso livello dei Tier 3. Il rendimento di mercato per nuove emissioni è pari al tasso IRS/Euribor a 10 anni maggiorato di un margine compreso tra 0,40 e 1,10%, in dipendenza della qualità dell’emittente. La tassazione è quella ordinaria delle obbligazioni (imposta sostitutiva del 12,5%).
Upper Tier 2
Meno rischioso del Tier 1, ha una scadenza di 10 anni o superiore. In caso l’emittente chiuda l’esercizio in perdita, le cedole non vengono cancellate, ma solo sospese e pagate, tutte insieme, nel primo anno che si chiuda in utile. Di solito non è prevista alcuna remunerazione o capitalizzazione per le cedole eventualmente pagate in ritardo. Il nominale può essere diminuito, in casi straordinari e più limitati che nel caso del Tier 1.
In caso di liquidazione vengono privilegiati i portatori di Lower Tier 2 e Tier 3. Dal punto di vista fiscale, il titolo è, da alcuni, assimilato al Tier 1 (ritenuta del 27% sulle cedole), mentre altri lo considerano una normale obbligazione (imposta: 12,50%)
Tier 1
Si tratta della tipologia più rischiosa, da assimilare ad un’azione di risparmio con dividendo/cedola definito a priori. Non ha scadenza, ma l’emittente ha la possibilità di rimborsare il titolo (opzione call) di solito al decimo anno (con l’assenso della Banca Centrale) e, se non lo fa, la cedola cresce, rendendo più onerosa questa via di finanziamento. La cedola è fissa o variabile fino alla call, mentre è sempre variabile successivamente. Qualora la banca non paghi dividendo agli azionisti, la cedola viene cancellata e persa. Qualora vengano realizzate perdite che mettono in pericolo la solidità della banca, il capitale  nominale viene decurtato, pro-quota, di queste perdite. In caso di liquidazione, vengono privilegiati i portatori di Tier 2 (Lower e Upper) e Tier3. A causa della natura “ibrida” di questo titolo, che si colloca tra un’azione ed un’obbligazione, la maggioranza delle banche italiane lo considera, dal punto di vista fiscale, un titolo atipico con cedole soggette ad una ritenuta del 27% (invece del solito 12,50% ).
Come dimostrato anche da una recente indagine Consob, non è consigliabile acquistare le obbligazioni offerte dalla banche  allo sportello,  in quanto  queste presentano in genere rendimenti inferiori a quelli dei Titoli di Stato. All’atto del collocamento al pubblico (mercato primario), infatti,  il prezzo delle obbligazioni viene “caricato” di commissioni di collocamento ed altri oneri impliciti che spesso incidono dai 2 ai 5 punti percentuali sul prezzo d’acquisto e vanno a beneficio della banca o del promotore che piazza il titolo.
Molto spesso basta attendere la quotazione sul mercato dei titoli (mercato secondario) per risparmiare tali costi; quasi sempre infatti  in questa fase molte obbligazioni bancarie vengono quotate a prezzi inferiori al prezzo di acquisto: il mercato non riconosce infatti il sovrapprezzo che l’acquirente ha pagato alla sua banca in fase di collocamento.
Purtroppo pochissimi risparmiatori leggono i prospetti informativi nei quali vengono evidenziati i costi e il confronto con Titoli di Stato di pari scadenza; allo stesso tempo le banche non hanno nessun interesse a consigliare gli stessi titoli quando già sono quotati sul mercato, in quanto non  permettono più di lucrare le remunerative commissioni applicate in fase di emissione.
Last but non least, è sempre bene evitare emissioni obbligazionarie non quotate su mercati regolamentati. In questi casi la negoziazione avviene su piattaforme in cui la banca opera in contropartita diretta e fa da market maker, a scapito della trasparenza dei prezzi. Lo smobilizzo dei titoli  prima della scadenza risulta sempre molto penalizzante per il cliente.
Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso –  Mantova
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OBBLIGAZIONE CASAFORTE, L’ENNESIMO "PACCO" PER I RISPARMIATORI


Collocata attraverso una scatola vuota creata ad hoc, l’obbligazione Casaforte (cod. Isin IT0004644636) rappresenta una dei tanti strumenti finanziari che le banche collocano sul mercato facendo leva sulla ignoranza finanziaria dei risparmiatori.  A fine 2010 il Monte Paschi di Siena era una delle banche che più avrebbe fatto fatica a rispettare i parametri previsti da Basilea 3; ecco allora che per far quadrare il bilancio ed evitare, almeno temporaneamente, un oneroso aumento di capitale,  ha ceduto buona parte del patrimonio immobiliare ad una società (Perimetro gestione proprietà immobiliari scpa)  riconducibile al Mps stesso.  La necessità di fare cassa in tempi a brevi ha spinto alla creazione della società Casaforte Srl che possiede i crediti che  Mps vanta nei confronti della suddetta Perimetro gestione proprietà immobiliari scpa. A questo punto ecco l’operazione di ingegneria finanziaria, assimilabile a ciò che in America ha originato l’ultima crisi finanziaria: i crediti di Mps sono stati cartolarizzati, cioè impachettati, attraverso la creazione di un bond che è stato rifilato agli ignari risparmiatori clienti del Mps. Veniamo alle caratteristiche del bond in questione: innanzitutto è doveroso sottolineare che l’emittente dell’obbligazione è Casaforte Srl, quindi se non vengono pagate le cedole, o non viene rimborsato il capitale, Mps non va in default. L’obbligazione è stata emessa in tagli da 1.000 euro  e pagherà  quattro cedole semestrali del 3% lordo e, successivamente cedole semestrali indicizzate all’Euribor a 6 mesi + 1,05% lordo. E’ da evidenziare che nel prospetto informativo di ben 332 pagine, che nessun risparmiatore leggerà mai, lo stesso emittente definisce congruo uno spread  del 1,755%, quindi ben superiore a quello praticato effettivamente.  Si tratta di obbligazioni a lungo termine, senza garanzia esplicita di Mps, la cui scadenza attesa è prevista per il 31 dicembre 2030, anche se il termine potrebbe però slittare anche oltre, in quanto il rimborso dipende dal pagamento puntuale dei crediti.    Altro aspetto importante da considerare è che Mps non ha previsto la quotazione dell’obbligazione su un mercato ufficiale, per cui i risparmiatori che durante questo lungo periodo avessero la necessità di smobilizzare l’investimento non lo faranno su regolari mercati finanziari, ma in contropartita diretta con una banca del gruppo Mps e con un ulteriore costo aggiuntivo del 2,55% a loro carico.  A titolo semplificativo il prezzo che segnava l’obbligazione venerdi’ 8 Aprile oscillava tra 90 e 92 centesimi, quindi già molto inferiore al valore di emissione di soli pochi mesi fa. La cosa quanto meno buffa è che nel  prospetto informativo lo stesso emittente stima che il bond sia illiquido e rischioso e nell’89% dei casi renderà quanto un titolo liquido e privo di rischio!!! A questo punto c’è da chiedersi perchè i clienti di Mps abbiano sottoscritto un’obbligazione che rende, se va bene, quanto un titolo di stato di pari scadenza senza averne la stessa liquidità e la stessa  sicurezza. Eppure agli sportelli l’obbligazione Casaforte è stata collocata in pochissimi giorni e spesso agli stessi risparmiatori che sono anche azionisti Mps e che dai massimi 2007 hanno visto perdere il 75% del valore delle loro azioni. E che dire poi delle altre perle finanziarie vendute agli stessi sportelli in questi anni come il  My Way, il For You o le polizze index legate a Lehman o alle Banche Islandesi?

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
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INVESTIRE IN MOMENTI DI PANICO


I tristi accadimenti di questi giorni stanno lasciando segni profondi anche nei portafogli degli investitori. In pochissime sedute si sono bruciati i guadagni di mesi di investimenti.
Non è raro in questi momenti farsi prendere dallo sconforto, dal pessimismo più cupo e, in preda al panico ed all’emotività, fare scelte affrettate, liquidando tutto a qualsiasi prezzo.
Purtroppo la finanza comportamentale gioca dei brutti scherzi; il consiglio che mi sento di dare in queste fasi  non è quello di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, ma di esaminare attentamente  il proprio portafoglio sia nella sua globalità, valutando il rischio complessivo, che nelle sue singole componenti.
Troppo spesso, infatti, vengono piazzati allo sportello, senza una strategia di fondo, prodotti finanziari che rispondono solo alle esigenze delle banche di fare budget e quasi mai al profilo di rischio ed alle esigenze finanziarie dei risparmiatori che li sottoscrivono.

Così vengono rifilate obbligazioni della banca, spesso subordinate, senza spiegarne le caratteristiche, che rendono, quando va bene,  come i titoli di stato, senza averne però la stessa liquidità e con un rating molto inferiore. Oppure si collocano costosissime polizze assicurative (Unit e Index Linked) che ingessano per anni il portafoglio, con il risultato che quando le Borse scendono si perde sempre più dei mercati e quando invece salgono si guadagna sempre di meno!!
In fasi di estrema volatilità, come questa, serve una gestione di portafoglio attenta e dinamica, basata su strumenti flessibili e sui migliori prodotti disponibili sul mercato, non solo quelli che propone, in conflitto d’interessi, la propria banca. Non si spiega diversamente il fatto che molti investitori hanno ancora da recuperare le pesanti perdite del 2000, mentre i più accorti sono già ampiamente in guadagno da anni!!
Ricordatevi solo alcune regole di Warren Buffett, uno dei più grandi investitori della storia:
La prima è non perdere mai soldi; la seconda è non dimenticare la prima; la terza è non investire mai in ciò che non si capisce!!
Il segreto in campo finanziario sta nell’avere una strategia e nel riuscire a gestire il rischio, in quanto ogni prodotto o strumento finanziario, compresi i migliori, presenta un rischio intrinseco.
Pertanto se non avete adeguate conoscenze finanziarie o tempo da dedicare ai vostri sudati risparmi, è bene rivolgerVi a qualcuno che stia veramente dalla Vostra parte!

Fabrizio Taccuso

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TENSIONI SUI MERCATI, ATTENZIONE AI VOSTRI RISPARMI


Nel mese di gennaio e nell’ultima parte dell’anno, i listini azionari hanno quasi del tutto ignorato i numerosi problemi che minano la stabilità economica internazionale, continuando a salire pressochè ininterrottamente, senza sostanziali correzioni. Persino la Borsa Italiana, che ha chiuso in modo pessimo il 2010, ha messo a segno da inizio anno un rimbalzo del 9%.

Ma ora, quasi all’improvviso, accanto a nodi ancora irrisolti quali il debito dei PIGS (o PIIGS nel caso vogliamo aggiungere anche l’Italia), ecco affiorare nuovi focolai di turbolenza, derivanti dall’instabilità sociale, politica ed economica nei Paesi Africani, iniziata prima in Algeria e Tunisia e ora propagatasi all’Egitto ed all’Arabia Saudita, che potrebbero portare a problemi di varia natura, in primis l’aumento del prezzo del petrolio.
A questo c’è da aggiungere anche il recente downgrade del Giappone, i problemi di iperinflazione in Indonesia, Thailandia e Vietnam e dalle trimestrali americane in cui molte società hanno riportato un calo dei ricavi.
In questo scenario la volatilità sui mercati potrebbe impennarsi ed è fondamentale ed imprescindibile un atteggiamento molto flessibile nella costruzione e nelle scelte di portafoglio.
Il consiglio a tutti i risparmiatori è di non dar retta al detto, ormai ampiamente obsoleto alla prova dei fatti, che nel lungo termine i mercati salgono sempre!
Nel 2000 l’indice italiano valeva 51.000 punti oggi vale 22.000!!  Undici anni non sono forse lungo termine? Eppure oggi, a distanza di undici anni, se aveste investito sull’indice della Borsa Italiana vi trovereste con meno di metà del capitale!! Se poi aveste investito in Seat, Tiscali o altri titoli di moda a quel tempo, le perdite sarebbero del 90% e oltre!!
Dite pure al vostro bancario di fiducia od al vostro promotore di non raccontarvi più favole e tenete conto che tutte le volte che andate allo sportello, più che farvi una vera consulenza, vi devono appioppare dei prodotti che servono (a loro) per fare il budget!
State lontani da prodotti inutilmente costosi e lunghi come durata che ingessano i vostri capitali! 
E’ fondamentale scegliere strumenti di investimento poco costosi e flessibili, quotati su mercati ufficiali (come ad esempio gli ETF). 
Le possibilità per far bene non mancano, ma servono tempo e competenze adeguate; se non le avete inutile correre rischi inutili in mercati caotici e sempre più difficili; in quel caso è ormai imprescindibile farsi consigliare da qualcuno che abbia veramente a cuore i Vostri interessi, attraverso un’oculata strategia di portafoglio, basata su un monitoraggio attento e costante dei mercati e delle Vostre esigenze.
Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it
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