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Ennesimo rialzo per i bond governativi di Taiwan


I titoli obbligazionari del governo di Taiwan hanno fatto registrare il loro terzo rialzo settimanale, dopo che si è diffusa la notizia circa un rincaro dei prezzi dell’energia elettrica: il dollaro locale, di conseguenza, si è rafforzato per la quarta settimana consecutiva. Le tariffe energetiche sono state dunque determinanti per lo stato asiatico, anche se gli aumenti a cui si sta facendo riferimento partiranno dal prossimo 10 giugno, ben più tardi rispetto alla data prevista inizialmente (il 15 maggio per la precisione). La valuta, inoltre, dovrebbe concludere l’apprezzamento nel week-end che comincerà domani, una performance che non veniva registrata da almeno due mesi a questa parte.

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Ennesimo rialzo per i bond governativi di Taiwan, pubblicato su Investi Sicuro il 04/05/2012

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Ennesimo rialzo per i bond governativi di Taiwan, pubblicato su Investi Sicuro il 04/05/2012

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Facebook: il debutto in Borsa dovrebbe arrivare il 18 maggio


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C’è una data per l’Ipo di Facebook: secondo il Wall Street Journal si tratta del 18 maggio, quando finalmente tutti gli investitori saranno liberi di butt… pardon, investire i propri soldi nell’azienda di Mark Zuckerberg.

Intanto, però, non spariscono le nuvole attorno alle reali prospettive di crescita della società e soprattutto all’appetibilità dei messaggi pubblicitari pubblicati sulle pagine personali degli utenti di Facebook e degli altri social network. Sempre secondo il Wall Street Journal, mentre da un lato gli inserzionisti sono esortati a utilizzare nuove forme di annunci pubblicitari, d’altra parte la loro libertà di azione è molto ridotta.

Secondo il quotidiano newyorchese, siti come Google e Yahoo offrono più opportunità di profilare gli utenti e permettono ritorni superiori in rapporto agli investimenti pubblicitari. Facebook, che non fa pagare gli utenti per utilizzare i suoi servizi, ha estremo bisogno della pubblicità per sopravvivere e per accrescere il fatturato; ma se questa pubblicità non dà sufficienti ritorni rischia di diminuire.

Il punto è quanto sarà valutata Facebook al momento della quotazione: davverò arriverà ai 100 miliardi di dollari di cui si favoleggia? In quel caso, calcola il Wall Street Journal, siamo attorno a 33 volte il fatturato pubblicitario che dovrebbe essere attorno a 3 miliardi all’anno.

Nel trimestre chiuso a marzo, il fatturato derivante dalla pubblicità ha rappresentato oltre l’80% del fatturato del periodo, cresciuto sì del 45%, ma molto meno di quanto ottenuto l’anno scorso, quando le entrate raddoppiarono rispetto a dodici mesi prima. Facebook quindi sta rallentando e questo andamento, peraltro fisiologico in parte, sembra preoccupare gli analisti. C’è stato anche chi ha valutato la capitalizzazione giusta della società attorno ai 20 o 30 miliardi di dollari.

Ma Facebok è affamata di denaro fresco e comunque è probabile che l’arrivo in Borsa faccia scoppiare la febbre degli acquisti, forse persino a prezzi troppo alti.

Facebook: il debutto in Borsa dovrebbe arrivare il 18 maggio é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 10:35 di giovedì 03 maggio 2012.



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"Sell in May and go away"? No, meglio non vendere azioni


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Maggio non è solo il mese delle rose e dei matrimoni, ma secondo un vecchio adagio molto diffuso nel mondo anglosassone è il momento giusto per vendere le proprie azioni e prendere una bella pausa estiva: “Sell in May and go away”, “Vendi a maggio e vai avanti”, recita il detto.

In effetti storicamente l’estate è un momento di minore pressione sui mercati, gli scambi si riducono in volume e molti investitori preferiscono tenersi alla larga dalle Borse. Ma davvero è meglio vendere, monetizzare gli investimenti e tornare sul mercato a ottobre?

Su The Motley Fool, Alex Dumortier ha voluto verificare concretamente le basi di questo principio piuttosto condiviso negli Stati Uniti e in Inghilterra e ha analizzato i risultati di Borsa del passato. Un primo dato è sorprendente: in effetti dal 1950 a oggi la gran parte dei rialzi azionari si concentrano nel periodo da ottobre ad aprile. Quindi vale la saggezza del passato?

Dumortier ha voluto vederci a fondo e ha analizzato i dati dal 1926 forniti da Ibbotson Associates (una unità di Morningstar) sui risultati dell’indice S&P 500 e qui i risultati sono ancora più interessanti, prendendo in considerazione non solo il capital gain, ma anche i dividendi e le tasse.

Chi nel corso di quasi un secolo avesse venduto a maggio e acquistato a ottobre avrebbe guadagnato mediamente l’8,4%; facendo l’opposto, cioè acquistando a maggio e vendendo a ottobre, la performance sarebbe stata solo del 5,1%. Ma a sorpresa c’è un comportamento ancora più efficace: acquistare e tenere il proprio pacchetto ha fruttato un rotondo 10%, grazie anche a minori spese in tasse e transazioni e all’incasso dei dividendi.

Qual è il risultato di questo studio, quindi? Che al di là degli effetti stagionali, che pure esistono e non vanno dimenticati, ci sono stretegie di più lungo periodo che possono pagare di più. Su Forbes, Eamonn Fingleton suggerisce per esempio di monetizzare i pacchetti azionari che hanno guadagnato di più e acquistare azioni di società che pagano ricchi dividendi. E magari azioni europee, visto che l’euro è pur sempre la valuta della Germania.

“Sell in May and go away”? No, meglio non vendere azioni é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 10:23 di mercoledì 02 maggio 2012.



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Rbs emette dei mini-futures collegati a internet


Parlare di investimenti finanziari in questi ultimi mesi significa soprattutto scommettere su un settore ben preciso, quello di internet: volendo essere più precisi, si fa molto affidamento sui social network, ma non solo. L’attesa per lo sbarco di Facebook a Wall Street è piena di speranze, per il momento però ci si può accontentare dell’ultima emissione di Royal Bank of Scotland. L’istituto di credito britannico è stato infatti protagonista del collocamento presso Borsa Italiana di alcuni interessanti certificati mini-futures, i quali sono collegati proprio alle performance dei colossi di questo comparto, vale a dire Google, Yahoo, Linkedin, Appe, Groupon e Zynga.

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Rbs emette dei mini-futures collegati a internet, pubblicato su Investi Sicuro il 02/05/2012

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La Borsa di Hong Kong fa la sua offerta al London Metal Exchange


L’Hong Kong Exchanges & Clearing Limited, il maggior operatore di Borsa di tutto il continente asiatico, ha fatto sapere di voler considerare con la massima attenzione una offerta da rivolgere al London Metal Exchange: la crescita economica è ancora rallentata ed è per questo motivo che la piazza cinese sta puntando con decisione a costruire un nuovo business che abbia come punto di riferimento le principali commodities internazionali. L’opportunità è interessante, ma l’Hkex non ha escluso che vi possano essere altre opzioni simili. In questo caso, comunque, si è interessati alla più grande piattaforma al mondo per quel che concerne appunto il trading dei metalli.

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La Borsa di Hong Kong fa la sua offerta al London Metal Exchange, pubblicato su Investi Sicuro il 01/05/2012

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Obbligazioni indicizzate all’inflazione


Continuando la nostra marcia di avvicinamento al debutto della BOND ACADEMY il cui inizio ti ricordo è previsto per SABATO 12 MAGGIO a Reggio Emilia (CLICCA QUI per SCARICARE l’AUDIOTRAINING INTRODUTTIVO), oggi parliamo di una categoria di titoli meno conosciuti, ossia delle obbligazioni indicizzate all’inflazione.

Molti risparmiatori conoscono infatti i tradizionali Buoni del Tesoro Poliennali (BTP), ma ignorano l’esistenza dei BTP-I, dove la “I” indica proprio l’indicizzazione degli stessi titoli obbligazionari all’inflazione.

Le obbligazioni aventi tale caratteristica vengono chiamate “reali“, perché agganciate al prezzo di beni e servizi che formano il paniere usato per misurare il costo della vita e di conseguenza all’inflazione.

I Titoli di Stato, italiani e esteri, indicizzati all’inflazione hanno una struttura particolare per la quale il capitale – ossia il valore nominale – cresce in parallelo con l’inflazione. In aggiunta a ciò si incassano una o due volte l’anno interessi a un tasso fisso ma applicato al capitale periodicamente rivalutato sulla base dell’indice dei prezzi al consumo.

Le Obbligazioni Societarie (Obbligazioni Corporate) legate all’inflazione sono invece congegnate in una maniera diversa, più semplice ma meno protettiva pagando interessi ogni tre, sei o dodici mesi in misura pari all’inflazione con una qualche maggiorazione. Il capitale resta invece immutato fino a scadenza e quindi in termini reali o di potere d’acquisto di fatto si riduce. Per evitare tale effetto negativo, strategicamente parlando, occorre reinvestire gran parte degli interessi che si incassano.

Recentemente è stato collocato il BTP Italia – il primo titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana (Indice FOI, senza tabacchi) - con scadenza 26 marzo 2016.

Il nuovo titolo fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi italiani, con cedole pagate semestrali che offrono un tasso reale annuo minimo garantito collegato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI).

Il principale vantaggio del “nuovo” BTP risiede nel fatto che esso pagherà cedole e capitale legati non al tasso di inflazione europea ma al tasso di inflazione italiana (che nel tempo si è dimostrato maggiore rispetto al primo). Tale indicizzazione consente una maggiore “protezione” poiché permette di agganciare i pagamenti del titolo obbligazionario all’effettivo andamento del costo della vita del paese Italia.

Andando in conclusione di questo breve articolo mirato a fornire una prima conoscenza delle obbligazioni indicizzate all’inflazione possiamo ribadire come l’investimento in questi titoli indicizzati,  paragonato a quello in equivalenti strumenti cosiddetti “nominali”, sia un’utile strategia mirante a preservare il valore del proprio investimento in termini reali, mantenendo il potere d’acquisto dei propri soldi anche in caso di improvvisa impennata dell’inflazione futura, scenario quest’ultimo tutt’altro che improbabile persino a livelli di iperinflazione stanti le dinamiche attualmente presenti nelle economie mondiali globalizzate, americana ed europea in primis.

Durante il corso INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI che condurrò a Reggio Emilia il prossimo sabato 12 maggio, primo tassello della BOND ACADEMY, scenderemo naturalmente nel dettaglio dei criteri di selezione e di utilizzo delle obbligazioni indicizzate all’inflazione così come delle molte altre possibilità offerte dagli investimenti in obbligazioni.

Appuntamento al prossimo articolo per un ulteriore approfondimento sul mondo delle obbligazioni.

Michele Colosio


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Florida Citizens aumenta l’importo dei propri Cat Bond


La Florida Citizens Property Insurance Corporation, compagnia assicurativa della Florida di proprietà statale, ha deciso di aumentare fino a 750 milioni di dollari l’importo della vendita di Catastrophe Bond: questi strumenti finanziari verrebbero sfruttati per la protezione relativa agli uragani, molto frequenti da queste parti, con un target che è addirittura tre volte superiore rispetto a quello inizialmente preventivato. I bond sono stati quotati attraverso un apposito veicolo finanziario della società in questione, vale a dire Everglades Re. La chiusura vera e propria avverrà nel corso della giornata di domani e si preannuncia come la tranche di maggiori dimensioni per quel che concerne tale ambito.

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Florida Citizens aumenta l’importo dei propri Cat Bond, pubblicato su Investi Sicuro il 29/04/2012

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Infostrada


Il Gruppo Infostrada Sports offre servizi innovativi e unici per l’industria dello sport.Infostrada Sports Group è attivo in monetizzazione dei diritti sportivi, produzione, distribuzione e pubblicizzazione contenuti sportivi e alla consultazione dei suoi partner come ottenere il massimo dai loro diritti di proprietà.

Il Gruppo Infostrada Sports è una delle poche aziende al mondo che può fornire questo intero ambito dei servizi. Il Gruppo Infostrada Sports ha una vasta conoscenza di tutte le forme di media e piattaforme multimediali e sa che di queste cause migliori piattaforme ognuna delle esigenze dei nostri clienti.L’innovazione è il fattore trainante per tutto ciò che facciamo e siamo alla continua ricerca di nuove forme di marketing. Cross media sfruttamento è una componente essenziale di tutti i serviziInfostrada Sports Gruppo. Infostrada Sports Group ha sviluppato un’esperienzaunica utilizzando modelli di business su misura appositamente per l’industriadello sport.

Tra gli altri, i Infostrada Sports partner del Gruppo sono costituiti da emittenti,organizzatori di eventi, federazioni sportive, club sportivi, agenzie media, i marchi, agenzie di marketing sportivo, editori, agenzie per i diritti, agenzie di pubblicità. I nostri dipendenti sono innovatori nel settore dei media sportivi e tutti vantanouna passione per quello che collega il Infostrada Sports Group ei nostri clienti:sport!

Con i Giochi di Londra all’orizzonte, Infostrada Sports è l’unico posto dove andare per i dati e quest’anno la società olandese ha collaborato con Roambi, il fornitore leader di applicazioni aziendali mobili, per visualizzare i dati in una varietà di visualizzazioni innovative per l’iPhone e iPad. Questa applicazione gratuita include i dati dalla guida rivoluzionaria forma al 2012, il medagliere virtuale, così come i dati delle ultime quattro edizioni dei Giochi estivi. Dopo il successo dei vari Infostrada Sports Group di contabilità sociale dei media, abbiamo sentito che i nostri fans meritava più di soli 140 caratteri di fatti sportivi e cifre. Per questo motivo abbiamo lanciato un nuovo sito web la settimana scorsa: www.infostradalive.com. Su questo sito forniremo ai nostri lettori con gli aggiornamenti sul mondo dello sport che solo Infostrada Sports Group può fornire. L’olandese canale televisivo a pagamento Eredivisie Live, dedicato interamente al Premier League olandese (Eredivisie), ha lanciato oggi ‘Sidekick Eredivisie’. Il Sidekick Eredivisie è una cosiddetta ’seconda applicazione a tutto schermo’ ed è sviluppato da Infostrada Sports Group in su richiesta della Eredivisie. Utilizzando il Sidekick Eredivisie, gli appassionati di calcio possono godere di una fonte aggiuntiva di informazioni approfondite durante la visione di partite di calcio. Nella corsa verso i Giochi Olimpici di Londra, RTL7 andrà in onda in cinque parti Medalrace documentario sui preparativi olimpici del sailing team olandese. RTL ha contratto Infostrada Sports Group per la produzione di questo programma.Footage sarà girato in luoghi come Perth e la sede olimpica in Weymouth. Lunedi ‘13 febbraio il primo SPORNEXT Congresso si è svolto a Oosterbeek.Unico nei Paesi Bassi, il congresso fa parte della comunità olandese SPORTNEXT marketing sportivo, di cui Infostrada Sports Group è il ‘presenting partner’. Questo significa che ISG è coinvolto nella fornitura di copertura video e la pubblicazione il video di qualsiasi evento SPORTNEXT.

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Il nuovo rating spagnolo fa calare i futures petroliferi


Il petrolio è calato dopo aver toccato il suo livello più alto delle ultime quattro settimane a New York: il ridimensionamento del rating creditizio della Spagna ha inciso in maniera profonda su queste quotazioni, tanto da influire in modo decisivo sulla domanda di carburante per quel che riguarda il continente europeo. Entrando maggiormente nel dettaglio finanziario, c’è da dire che i contratti futures collegati al greggio sono scesi di oltre 0,8 punti percentuali al momento dell’annuncio del declassamento della nazione iberica da parte di Standard & Poor’s. La qualità petrolifera West Texas Intermediate potrebbe subire la stessa sorte nel corso della prossima settimana, in particolare alla luce della minore fiducia nei confronti dell’area dell’euro e della crescita inferiore alle attese dell’economia americana.

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Il nuovo rating spagnolo fa calare i futures petroliferi, pubblicato su Investi Sicuro il 27/04/2012

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Il nuovo rating spagnolo fa calare i futures petroliferi, pubblicato su Investi Sicuro il 27/04/2012

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Investire in pannelli solari per l’acqua calda: il guadagno è garantito


Investire i propri risparmi in acqua

Investire i propri soldi nella finanza (azioni, borsa, forex, ecc.) potrebbe essere un sistema che, al momento, molti italiani preferiscono non fare.
La situazione economica mondiale non è stabile, ed è difficile capire come stanno davvero le cose attraverso i normali TG e giornali che, certamente, sono i primi ad essere pilotati dal “potere”.

Se siete tra quelli che non accettano di dare i propri soldi alle banche e vederseli restituire con una percentuale misera, potreste valutare seriamente di investire sull’energia del sole facendo installare un pannello solare per l’acqua calda.

Sappiamo tutti che i pannelli solari fanno risparmiare parecchi soldi, ma in quanti euro è quantificabile questo risparmio?
Ci sono diversi sistemi per calcolare quant’è il risparmio annuo, e in questo articolo vi illustriamo quello adottato dall’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) che ha creato un apposito file Excel adatto a qualunque zona d’Italia.

Oltre ai fattori che elenchiamo di seguito, andranno valutati il costo dell’impianto e il periodo di ammortamento rispetto al risparmio che andrete ad ottenere.

SOLE
L’irraggiamento solare è ovviamente diverso a seconda che ci troviamo in Lombardia piuttosto che in Sicilia. Per questo è stato diviso in 5 fasce a seconda di dove sono situate le province (ad es. Milano è in fascia 1, e Agrigento in fascia 5).

RSL ed RL
Si tratta del Risparmio Specifico Lordo, ed indica quanto risparmio può dare un metro quadrato di pannello solare a seconda del sistema di riscaldamento che si sta utilizzando in questo momento in casa propria (boiler, gas, gasolio) e del tipo di pannello installato (con collettori piani oppure sottovuoto). Anche in questo caso si deve prendere come riferimento iniziale la fascia d’appartenenza.
Una volta preso il dato dell’RSL si dovrà ottenere l’RL (Risparmio Lordo) moltiplicando semplicemente il valore per i metri quadri di pannelli solari che si intendono installare.
Trovate la tabella RSL nella seconda pagina del file Excel.

DATI DA INSERIRE NEL FILE EXCEL
Come già anticipato, con questo semplice file potrete calcolare velocemente il metri quadri di pannelli solari di cui avrete bisogno a seconda del risparmio che vorrete ottenere. L’ideale sarebbe arrivare a coprire il 100% (o oltre) del fabbisogno di tutta la famiglia, anche perché bisogna considerare che ad agosto ci sarà un esubero di acqua calda ma anche un maggiore consumo, mentre a gennaio le cose tenderanno ad invertirsi.

Nel file bisogna inserire:
- provincia di residenza, in questo modo comparirà direttamente la fascia d’appartenenza;
- superficie dei pannelli solari che si intenderebbe installare;
- tipo di collettori, piani (P) o sottovuoto (S);
- impianto integrato/sostituito, boiler elettrico (E) oppure caldaia a gas (G);
- numero di utenti, ovvero il numero di componenti che compongono il nucleo famigliare.

I parametri 2 e 3 possono essere variati fino a raggiungere il risparmio e/o la copertura del fabbisogno che si intendono ottenere.

Se volete costruire da soli il vostro pannello solare con pochissima spesa, ecco un progetto per la costruzione di un pannello solare usando il vetro di una vecchia Panda.

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Amazon: il Fire spinge le vendite e le azioni volano


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Amazon ha sempre amato sorprendere investitori e analisti e ribaltare le previsioni, specie quando in molti la davano in difficoltà o addirittura già per spacciata o in declino inesorabile. Qualcosa di simile sembra che stia succedendo in questo momento con il Fire, il tablet che dovrebbe fare concorrenza all’iPad di Apple.

Gli ultimi risultati trimestrali hanno superato le previsioni degli analisti, di conseguenze le azioni Amazon hanno messo a segno un bazo in avanti del 15%, accrescendo la capitalizzazione dell’intera impresa di 10 miliardi di dollari. Il merito va soprattutto al Kindle.

A parte le vendite dell’apparecchio in sé – che secondo molti osservatori viene commercializzato al prezzo di costo o addirittura in perdita – la notizia positiva riguarda la vendita di prodotti digitali, che ha ricevuto un importante impulso proprio dalla diffusione del tablet. Non solo libri digitali, ma anche film, videogiochi e musica hanno goduto della spinta propulsiva del Fire.

Tra i dieci prodotti più venduti da Amazon ben 9 – segnala la società – sono prodotti digitali, fra cui appunto video, applicazioni e musica.

Si sta dimostrando vincente, dunque, la strategia di Jeff Bezos che ha puntato sulla penetrazione del Fire nel maggior numero possibile di clienti, anche a scapito dei margini, per favorire la trasformazione di Amazon da rivenditore di prodotti soprattutto fisici a rivenditore di prodotti digitali. E il sistema funziona!

Le entrate in Nord America nel settore Media, che comprende libri, DVD e musica, si sono attestate a 2,2 miliardi di dollari nel primo trimestre, in crescita del 17 per cento rispetto all’anno precedente. Nel corso del quarto trimestre del 2011, questo segmento è cresciuto dell’8 per cento. Le spese che Amazon ha dovuto sostenere hanno compresso i margini di profitto negli ultimi trimestri, con la conseguenza di deprimere le azioni della società. Ma nel primo trimestre, il margine lordo è aumentato di circa 120 punti base a circa il 24 per cento, secondo le stime di Macquarie Schachter.

Dopo la fase degli investimenti, però, adesso sta arrivando la fase dei ritorni. Amazon ha registrato un utile netto sceso a 130 milioni di dollari o 28 centesimi per azione nel primo trimestre, rispetto ai 201 milioni dollari o 44 centesimi un anno fa. Ma questo è di gran lunga superiore alla media previsioni di Wall Street che si aspettava 7 centesimi per azione.

Il fatturato ha toccato i 13,18 miliardi dollari, in crescita del 34 per cento rispetto all’anno precedente, l’utile operativo è stato di $ 192 milioni rispetto ai 322 milioni dollari un anno prima. Insomma Amazon sembra ben attrezzata per le sfide che la attendono nell’immediato futuro.

Amazon: il Fire spinge le vendite e le azioni volano é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 11:25 di venerdì 27 aprile 2012.



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My name is… Bond ???


E in effetti non potevo non iniziare in  altro modo questa mini serie di articoli relativi al mondo obbligazionario con il quale Roberto Pesce mi ha chiesto di introdurre e accompagnare i lettori del blog per le prossime due settimane se non citando citando la celebre battuta “My name is Bond, James Bond!!!” (detta francamente, Roberto Ivaldi mi ha praticamente costretto ad usarla se volevo essere pubblicato ^_^).

Giusto per riassumere e non lasciare nessuno indietro, purtroppo io non sono nè Sean ConneryDaniel Craig o altri famosi attori  che hanno interpretato il mitico James Bond 007, celebre agente segreto con licenza di uccidere al servizio della regina di Inghilterra ma, più modestamente, mi occupo di consulenza finanziaria indipendente e di formazione e il mio nome è MICHELE COLOSIO.

Conosco Roberto Pesce da alcuni anni e praticamente da quando abbiamo iniziato a confrontarci parliamo di come far convergere le nostre rispettive professionalità per aiutare le persone a sfuggire alle grinfie rapaci di bancari e promotori e riuscire ad investire con successo il proprio risparmio in maniera autonoma e funzionale alle proprie esigenze.

Adesso, con questa splendida iniziativa della BOND ACADEMY riteniamo di poter mettere un tassello fondamentale in tal senso rendendo disponibile sia il know-how che personalmente utilizzo da anni per gestire buona parte dei patrimoni anche importanti di molti miei clienti che una costante selezione e segnalazione degli specifici titoli che invieremo settimanalmente tramite una newsletter. Da qui anche la mia presenza su questo blog, su cui per la verità avevo già scritto in passato come ospite, ma che adesso mi vedrà protagonista un pizzico più assiduo e con un mio spazio personale di cui sono molto fiero.

Stiamo naturalmente parlando di obbligazioni, più comunemente e tecnicamente chiamate anche “BOND” nel linguaggio finanziario, da qui il gioco di parole con il celebre 007 e il nome della stessa BOND ACADEMY (che poi a tutti gli effetti qualcosa in comune le due cose lo hanno visto che si parla sempre di rischio, immancabile ingrediente nelle avventure della spia più famosa del cinema, ma anche elemento assolutamente da non sottovalutare in ambito finanziario).

Nella pagina web dedicata alla BOND ACADEMY, Roberto Pesce ha messo gratuitamente a disposizione un audiotraining da lui personalmente registrato e intitolato “ABC Obbligazioni in 30 minuti” che ti invito subito a SCARICARE e ASCOLTARE CON ATTENZIONE. Con questo primo articolo sul tema e con i successivi cercherò invece di riassumere alcuni elementi importanti da comprendere sul mondo obbligazionario ma anche di scendere in alcuni aspetti meno noti ai non addetti ai lavori.

Partendo proprio dall’ABC, diciamo subito che le obbligazioni sono strumenti finanziari  rappresentativi di un rapporto di debito/credito fra un emittente, che intende raccogliere capitali utili a finanziare le proprie attività, e un investitore che sottoscrivendo i titoli acquisisce il diritto alla riscossione di un interesse e al rimborso del capitale.

L’obbligazionista, pur assumendosi il rischio d’impresa, a differenza dell’azionista non partecipa all’attività gestionale dell’emittente, non avendo diritto di voto nelle assemblee, ma è più tutelato dell’azionista la cui  remunerazione del capitale di rischio è subordinata al preventivo pagamento di interessi e rimborsi agli obbligazionisti.

Le obbligazioni sono generalmente meno volatili, ossia il loro prezzo oscilla meno dei titoli azionari e perciò sono considerate dagli investitori meno rischiose e rappresentano la maggior fetta del portafoglio di molti risparmiatori che per età, avversione al rischio, ricerca di semplicità gestionale e obiettivi personali le preferiscono al più volatile investimento azionario.

Le obbligazioni a tasso fisso offrono all’investitore, dando per scontata la solvibilità dell’emittente, il grande vantaggio di poter calcolare, al momento dell’acquisto, il rendimento ottenibile portando il titolo alla naturale scadenza e perciò permettono di pianificare il proprio bilancio economico grazie alla conoscenza delle cedole da incassare e del rimborso del capitale a scadenza.

A dispetto della loro apparente semplicità le obbligazioni hanno tuttavia dei meccanismi di funzionamento che le rendono piuttosto complesse e la scelta dei titoli tra le molteplici tipologie disponibili necessita di saperne padroneggiare gli aspetti principali in modo da poter selezionare un paniere di obbligazioni adatto ai propri obiettivi.

In effetti, l’intero progetto della BOND ACADEMY nasce proprio con questo scopo: mettere le persone nelle condizioni di sapersi strutturare un portafoglio obbligazionario ben bilanciato e tarato sulle proprie specifiche esigenze così come potrebbe farlo per loro un ottimo consulente finanziario indipendente con però un costo di consulenza assai più ingente e di conseguenza meno favorevole per tutte le persone sotto un elevato livello di patrimonialità.

Tornando a noi,  scegliere un’obbligazione significa sapersi orientare tra diversi emittenti (stati, enti pubblici, enti sovranazionali, aziende) con diversi rating (dall’investment grade allo speculative grade), tra tassi fissi e variabili, tra cedole fisse, crescenti, decrescenti o indicizzate, tra durate finanziarie variabili da pochi mesi a decine di anni.

L’investitore obbligazionario deve poi fare i conti, oltre che con il rischio di credito che deriva dall’incapacità dell’emittente di pagare le cedole periodiche e/o di rimborsare il valore nominale alla scadenza, anche con altri rischi meno evidenti tra cui spicca il rischio di prezzo (o di mercato) che determina la diminuzione o l’aumento del prezzo dei titoli all’aumento o alla diminuzione dei tassi di interesse e potrebbe rappresentare un problema in caso di vendita dei titoli prima della loro scadenza.

Un aiuto ci può venire da Fondi comuni ed ETF che investono in titoli obbligazionari ma questi strumenti, accanto al vantaggio della diversificazione e della minor complessità di scelta, hanno anche alcuni aspetti negativi che vanno considerati. Innanzitutto il costo di gestione dei prodotti (pur inferiore per gli ETF rispetto ai fondi) che erode una parte del rendimento ottenibile, soprattutto in un contesto di rendimenti relativamente bassi come quello odierno.

Il metodo di selezione dei titoli di Fondi Comuni e ETF è inoltre generalmente basato sull’ammontare delle emissioni, così che, ad esempio, in un ETF o in un fondo governativo area euro un peso notevole sarà rappresentato dai Titoli di Stato dei paesi maggiormente indebitati come l’Italia.

Un ultimo ma tutt’altro che secondario aspetto che voglio sottolineare è che mentre investendo direttamente in un’obbligazione la durata finanziaria dell’investimento si riduce con il trascorrere del tempo e l’avvicinarsi della scadenza, nel caso di ETF e Fondi Comuni (che non mantengono i titoli in portafoglio fino a scadenza ma li sostituiscono man mano con nuovi titoli) la duration viene mantenuta all’incirca costante esponendo sempre l’investitore al già citato rischio di mercato.

In sostanza, a causa della variabilità dei tassi di interesse, investendo in etf e fondi obbligazionari non è possibile sapere a priori il rendimento ottenibile, a differenza della prevedibilità del rendimento a scadenza di un titolo a tasso fisso.

Tutti questi elementi e molti altri ancora saranno oggetto di grande attenzione nel seminario INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI che condurrò assieme a Roberto il prossimo sabato 12 maggio a Reggio Emilia in quello che sarà solo il primo tassello del più ampio progetto BOND ACADEMY.

Nei prossimi articoli parlerò invece di come utilizzare le obbligazioni per proteggersi dal potere erosivo dell’inflazione e di come costruire portafogli di investimento a capitale protetto.

A presto quindi!

Michele Colosio


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Il caso americano di mucca pazza fa rialzare i futures bovini


I contratti futures relativi alla carne bovina sono tornati in territorio positivo dopo un declino che durava ormai da diversi mesi: molti paesi, in primis il Canada e il Giappone, hanno annunciato ufficialmente di voler continuare a importare il manzo americano, nonostante il governo di Washington abbia reso noto il primo caso di “mucca pazza” dopo ben sei anni. Lo stesso Canada, oltre al Messico, al Giappone e alla Corea del Sud, i quattro maggiori acquirenti di questa carne, non bloccheranno dunque gli acquisti dopo l’ufficializzazione della malattia, nota in gergo medico con il nome di “encefalopatia spongiforme bovina”. Il caso in questione è stato certificato nella California centrale, ma è stata paradossalmente questa notizia a sospingere verso l’alto i prodotti finanziari di cui si sta parlando.

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Il caso americano di mucca pazza fa rialzare i futures bovini, pubblicato su Investi Sicuro il 26/04/2012

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Il caso americano di mucca pazza fa rialzare i futures bovini, pubblicato su Investi Sicuro il 26/04/2012

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Fitch alza rating di Ford


Fitch risulta essere, tra le agenzie di rating USA, la più attenta alle variazioni del mercato. Mentre fino a qualche anno fa’ c’era il tempo di valutare l’andamento di un titolo e dei suoi conti ed i casi di speculazione erano isolati, oggi le variazioni sono istantanee ed il quadro tecnico di medio e lungo termine può cambiare in pochi giorni.

Gli analisti di Fitch sembrano consci di questo nuovo modo di lavorare e rivedono continuamente il rating delle aziende importanti, anche se “dimenticano” spesso di occuparsi degli affari sul loro territorio, oltre oceano.
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Fitch alza rating di Ford, pubblicato su Investi Sicuro il 25/04/2012

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Fitch alza rating di Ford, pubblicato su Investi Sicuro il 25/04/2012

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Apple aumenta la liquidità e soddisfa Wall Street


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Vento in poppa per Apple che ha pubblicato i risultati del suo secondo trimestre e ha mostrato un ottimo stato di salute, ulteriore successo per i suoi prodotti di punta – iPhone e iPad – e un’accresciuta disponibilità liquida, che rende il prossimo dividendo più che sostenibile.

Apple ha visto aumentare del 12% le disponibilità liquide negoziabili della società, arrivate ormai a 110 miliardi di dollari o circa $ 116,60 per azione. Tale importo comprende contanti, investimenti a breve termine e titoli negoziabili a lungo termine. Rispetto a un anno fa la liquidità dell’azienda è aumentata circa del 67% ed è più che raddoppiata in due anni.

Nel secondo trimestre le vendite di hardware sono complessivamente diminuite rispetto al trimestre record precedente, ma con la notevole eccezione di iPod; ma i risultati sono di gran lunga migliori rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. IPhone Apple ha venduto nel trimestre l’88% in più di quanto abbia fatto nello stesso periodo dello scorso anno.

Oltre al grande aumento delle vendite di iPhoneanno su anno, le vendite di iPad e Mac sono aumentate del 188% e del 7%, rispettivamente. L’iPod invece non se la cava così bene: le vendite sono in calo del 15% rispetto al trimestre dello scorso anno. “Siamo entusiasti con un fatturato di oltre 35 milioni di iPhone e quasi 12 milioni di iPad nel trimestre di marzo”, ha detto Tim Cook, CEO di Apple ha detto in un comunicato.

Nel primo trimestre 2012 Apple ha frantumato quasi tutti i suoi record precedenti. In quel periodo Apple ha venduto 37,04 milioni di iPhone, 15,43 di iPads e 5,2 Mac. L’iPod è chiaramente in declino in popolarità, ma ha venduto bene nel trimestre natalizio.

In ogni caso adesso l’azienda, forte dei risultati e della liquidità in cassa, ha in programma un riacquisto di azioni per 10 miliardi di dollari. E la compagnia dovrebbe pagare un dividendo di 2,65 dollari a trimestre, che ammonta a 10,60 dollari per azione. Che costerebbe altri $ 10 miliardi di dollari.

La società se lo può ovviamente permettere grazie al suo utile netto, ma se lo potrebbe permettere anche solo con la liquidità che ha accumulato negli ultimi anni.

Apple aumenta la liquidità e soddisfa Wall Street é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 11:20 di mercoledì 25 aprile 2012.



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Piccoli sussidi


Gli italiani hanno preso la propria vita ad un ritmo allarmante a causa della crisi economica nelle ultime settimane, costringendo un gruppo di imprese a mettere in atto una rete dedicata di assistenza psicologica. Quotidiani resoconti dei media hanno gettato i riflettori sulla disperazione di proprietari di piccole imprese, lavoratori e disoccupati che hanno perso la speranza che l’economia lotta con la recessione e la disoccupazione raggiunge livelli record del 9,3 per cento. Uno dei casi più scioccanti era l’auto-immolazione il mese scorso di un 58-year-old builder a Bologna, nel centro Italia, che era sotto pressione per tasse non pagate. Egli è morto per le ustioni in ospedale dopo nove giorni di agonia. In quest’ultimo caso il Giovedi, 53 anni, agricoltore è stato trovato impiccato nella sua fattoria nel nord-est Italia, lasciando dietro di sé una moglie e quattro figli.

Aveva detto amici e parenti che la sua attività era in gravi difficoltà finanziarie.  Il leader del centro-destra Popolo della Libertà partito, Angelino Alfano, ha indicato “una ondata di suicidi legati alla difficoltà economiche”. Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, la più grande società privata in Italia, ha dichiarato: “Questo è il riflesso di una situazione insostenibile.” Antonio Di Pietro, leader del centro-sinistra Italia dei Valori, ha aggiunto controversia al fenomeno all’inizio di questo mese quando ha accusato il primo ministro Mario Monti direttamente, dicendo: “Questi suicidi sono sulla sua coscienza.” Ha accusato Monti di “mentire sui giornali circa la crisi sia finita”. Già colpito dalla crisi finanziaria globale del 2009, l’economia in Italia è stato indebolito ancora di più dalla crisi del debito e una serie di piani di austerità approvato lo scorso anno, nel tentativo di rassicurare i mercati sulla stabilità delle sue finanze. L’economia è caduto in recessione nella seconda metà dello scorso anno. Grande popolazione immigrata in Italia è stata anche sentire il dolore di difficoltà economiche. Il mese scorso, a 27 anni, muratore marocchino che non era stato pagato per mesi si è dato fuoco nel centro di Verona.”Ha gridato che lui non era stato pagato per quattro mesi e versato benzina su se stesso prima di impostare si è dato fuoco. La polizia ha corso per mettere le fiamme ed è stato portato in ospedale, “ha detto un funzionario di polizia. L’ondata di suicidi ha spinto le aziende di associazione che resistono a mettere in atto in diverse regioni una rete di psicologi che aiutano gli imprenditori ei lavoratori discutere dei loro problemi e ricevere assistenza. ”Non è difficile trovarsi in grande difficoltà”, ha detto Massimo Mazzucchelli, un uomo d’affari di Varese nel nord Italia dietro al progetto. Mazzuchelli ha detto che alcuni dei problemi più frequenti sono stati i debiti, il pagamento degli arretrati fiscali, ritardi nei pagamenti da parte dei clienti e ottenere prestiti dalle banche. ”Vi è quindi una necessità concreta di assistenza psicologica, poiché la situazione sta peggiorando”, ha detto. Ha riconosciuto, tuttavia, che ricevendo gli imprenditori ad ammettere di aver bisogno di aiuto non era sempre facile. “Essi hanno spesso fatto tutto da soli e sono utilizzati per risolvere i loro problemi da soli”, ha detto. Kety Ceolin, uno psicoanalista della regione di Venezia, dice che i proprietari di imprese che vengono a lei sono alle prese con “vergogna” e hanno la sensazione “che non c’è nessuno là fuori per chiedere aiuto concreto”.

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Conto inTasca del Credito Valtellinese


Uno dei conti più interessanti che mette a disposizione attualmente il Credito Valtellinese è senza dubbio Conto inTasca: di cosa si tratta esattamente? Questo strumento consente di effettuare delle operazioni specifiche: ad esempio, si possono citare l’accredito dello stipendio, il domicilio delle utenze, la possibilità di sfruttare l’Iban per i bonifici bancari, il pagamento e il prelievo in ogni parte del mondo, gli acquisti direttamente sul web e la ricarica della carta dal web presso gli Atm e gli sportelli del gruppo in questione. Ma in che modo è possibile utilizzarla per ottenere i vantaggi migliori? Se si fa affidamento sulla rete, allora la gestione avviene comodamente online.

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Conto inTasca del Credito Valtellinese, pubblicato su Investi Sicuro il 23/04/2012

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A Nestlé il cibo per bambini Pfizer per € 11 miliardi


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Nestlé batte la concorrenza della francese Danone e si aggiudica tutto il ramo baby-food della società farmaceutica americana Pfizer: la multinazionale svizzera pagherà 11,9 miliardi di dollari, scrive Reuters. La mossa è strategica perché permette a Nestlè di acquisire una posizione dominante nel settore alimenti per l’infanzia nei mercati emergenti in rapida crescita.

Nestle, la più grande società alimentare del mondo, era già considerata favorita per questa operazione in virtù delle ampie disponibilità finanziarie su cui può contare, anche se la battaglia si era intensificata la settimana scorsa con l’offerta da 10 miliardi presentata da Danone per le attività baby-food di Pfizer, che realizzano l’85 per cento delle vendite nei mercati emergenti.

L’acquisizione, soggetta all’approvazione delle autorità competenti, dovrebbe concludersi a metà 2013 e permetterà a Nestle di estendere la propria leadership nel mercato del latte artificiale. In questo senso Nestlè, nonostante il prezzo molto alto, vedrà un aumento dei margini e si troverà con la Cina come mercato numero 3 a livello globale.

La multinazionale sostiene che grazie all’accordo otterrà un utile per azione dal primo anno, e potrà contare su sinergie di costo di 160 milioni di dollari. In ogni caso gli 11,85 miliardi di dollari di valore della transazione superano i 10 miliardi che erano stati previsti e vanno al di là di precedenti offerte di Nestlé nel settore in cui essa ha pagato 15,7 volte per Gerber e 17,6 volte per Novartis Nutrition.

L’unità di Pfizer specializzata nel settore alimenti per bambini è in forte crescita grazie al suo top brand oro SMA. Circa il 60 per cento delle vendite in Asia, il 30 per cento in Europa, in gran parte Gran Bretagna, e il 10 per cento in America Latina. Si colloca numero cinque a livello mondiale nel mercato del latte in polvere – il settore in più rapida crescita nella categoria di alimenti confezionati – dopo Nestlé, Mead Johnson, Danone e Abbott Laboratories.

I 6 miliardi di dollari del mercato cinese sono fondamentale in quanto le previsioni puntano a un raddoppio a $ 12 miliardi entro il 2016, data la crescita superiore al 20 per cento l’anno negli ultimi cinque anni. In quel mercato, dove Mead è leader con una quota del 16 per cento seguita da Danone con il 14 per cento, Nestlé ha solo il 4 per cento cui potrà aggiungere ora l’8% di Pfizer, che invece sembra volersi concentrare sul settore farmaceutico.

A Nestlé il cibo per bambini Pfizer per € 11 miliardi é stato pubblicato su Finanzablog.it alle 11:27 di lunedì 23 aprile 2012.



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Stipendio


Il salario medio orario di ingegnere effettivo dopo 15 anni di esperienza è di $ 51 per gli ingegnere elementari, $ 62 per insegnanti di scuola secondaria, e $ 71 per insegnanti della scuola secondaria superiore. Cile, Estonia, Ungheria, Indonesia, Messico e la Repubblica slovacca mostrano i salari più bassi per le ore di insegnamento - $ 30 o meno. Per contro, i salari orari raggiungere $ 70 o più a tutti i livelli di istruzione in Danimarca, Germania, Giappone e Lussemburgo. Come insegnanti della scuola secondaria sono tenuti a indicare le ore di lezione in meno rispetto ingegnere, i loro stipendi da ore di insegnamento sono generalmente superiori a quelli degli insegnanti nei livelli più bassi di istruzione, anche nei paesi dove i salari stabilito dal legge sono simili. In media nei paesi dell’OCSE, gli stipendi degli insegnanti di istruzione secondaria superiore ’sono 34% superiori a quelli di insegnanti di scuola primaria. In Cile, la differenza è inferiore al 5% e in Scozia non c’è alcuna differenza, mentre è circa il 100% in Danimarca e in Indonesia. Al contrario, in Inghilterra, gli stipendi degli ingegnere primari ‘per ogni ora di insegnamento è superiore del 11% all’ ingegnere scuola secondaria superiore.

I salari rispetto al PIL pro capite

Confronto set stipendi e il PIL pro capite fornisce comparazioni standardizzati nel tempo e fornisce un modo di contestualizzare i livelli salariali degli insegnanti in termini di ricchezza dei paesi. PIL pro capite è correlato a diversi fattori oltre a reddito, come redditi di capitale e la partecipazione alla forza lavoro. Tuttavia, la quantità di denaro che i paesi investire nella ricompensa facoltà rispetto alle risorse disponibili, fornisce un valore approssimativo dato da paesi all’istruzione. Secondo questa misura, nel 2009 gli stipendi più alti per le scuole superiori, gli insegnanti con 15 anni di esperienza in rapporto al PIL pro capite, sono date in Germania, Corea, Messico (secondaria inferiore), Svizzera (secondo ciclo) e la Turchia. Nell’istruzione primaria, il rapporto è più alto in Corea e Turchia. In rapporto al PIL pro capite, i salari sono più bassi in Estonia, Ungheria, Indonesia e Slovacchia. La maggior parte dei paesi hanno sperimentato un declino dei salari degli insegnanti in rapporto al PIL pro capite nel periodo 2000-2009. Il calo è più evidente in Australia, Francia, Giappone, Corea e Svizzera, ma, fatta eccezione per l’Australia e la Francia, gli stipendi degli insegnanti in rapporto al PIL pro capite in questi paesi sono ancora ben al di sopra della media OCSE. Inoltre, nella Repubblica Ceca, Danimarca e Portogallo hanno mostrato un sostanziale aumento dei salari rispetto al PIL pro capite dal 2000 al 2009.

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La strana correlazione tra Etf aurei e compagnie minerarie


Gli Etf collegati all’oro sono da tempo protagonisti di performance piuttosto negative nonostante i prezzi che vengono registrati per quel che concerne i lingotti aurei: in effetti, i titoli relativi al biondo metallo hanno messo in luce il loro peggior andamento da tre anni a questa parte. In particolare, si possono citare due esempi eclatanti da questo punto di vista, vale a dire il Market Vectors Gold Miners (la perdita è stata superiore ai nove punti percentuali nei primi quattro mesi di questo 2012), mentre l’Spdr Gold Shares ha guadagnato il 5,6%. Il rapporto che esiste tra i lingotti e gli investitori era però arrivato a un livello molto interessante non troppo tempo fa, tanto che la maggior parte degli analisti si erano sbilanciati con delle previsioni incoraggianti e più che positive.

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La strana correlazione tra Etf aurei e compagnie minerarie, pubblicato su Investi Sicuro il 22/04/2012

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