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Stato e Impero


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L’ autore fa un paragone con l’Impero Romano e dice che la causa del cambiamento del governo a Roma fu che il senato, il quale aveva una parte del potere esecutivo, e i magistrati, i quali avevano l’altra, non avevano, come il popolo, la facoltà d’impedire. Il corpo legislativo essendo composto di due parti, l’una terrà legata l’altra con la mutua facoltà d’impedire. Tutte e due saranno vincolate dal potere esecutivo, che lo sarà a sua volta da quello legislativo. Questi tre poteri dovrebbero rimanere in stato di riposo, o di inazione. Ma siccome, per il necessario movimento delle cose, sono costretti ad andare avanti, saranno costretti ad andare avanti di concerto. Se nelle lettere persiane, come abbiamo visto, l’autore non ha risparmiato critiche al cattolicesimo ed alle sue maggiori figure, egli nello Spirito delle leggi ammorbidisce la sua posizione nei confronti della chiesa cattolica, entrando in contrasto con le concezioni del suo contemporaneo Voltaire il quale rimarrà sempre ostile al cattolicesimo, mostrando ammirazione per le religioni e per i popoli dell’Oriente, la cuisuperiorità religiosa, morale è fuori ogni discussione, in quanto gli orientali considerano il bene pubblico, il primo dei loro doveri, invece altrove (in Francia e in altri stati europei) questo non sempre è perseguito. Infatti in queste parole, si può cogliere, l’opinione di Montesquieu:73-pilgern-15

Il cristianesimo appare la religione che meglio s’accorda con il governo temperato, mentre la religione musulmana e i riti cinesi si accordano col dispotismo. L’autore continuando il parallelismo Occidente-Oriente, sostiene che in Europa gli stati devono essere di piccole dimensioni, in quanto esisterebbe una correlazione stretta che la lega l’estensione territoriale di una nazione con la libertà, infatti appena si hanno grandi imperi si ha pure il dispotismo: « Un grande impero presuppone un’autorità dispotica in colui che governa ». L’Asia è la terra del dispotismo e degli imperi immensi, 1′ Europa dei molti stati e della libertà, inoltre vi sono delle sostanziali differenze che interessano la vita economica dei due continenti, l’assetto politico istituzionale degli stati europei, permette loro di intraprendere scambi con molte civiltà e diverse realtà commerciali, su queste cose le nazioni europee hanno costruito la loro prosperità, gli stati dispotici non conoscono la cultura dello scambio internazionale, in quanto vivono isolati. Alla fine dell’analisi di questo lavoro che si è occupato di mettere in evidenza i caratteri essenziali dell’idea di Europa presente nelle opere di Montesquieu, possiamo dire che l’autore riconosce i meriti del “suo” continente, l’orgoglio di essere cittadino di uno stato europeo traspare quando si confrontano gli assetti politici istituzionali dei due continenti, tali divergenze si riflettono su tutte le maggiori attività dell’uomo, dalla religione, economia, stili di vita, alla vita sociale dell’uomo europeo. Anche se l’Europa di Montesquieu non è del tutto libera e democratica, e di ciò egli è consapevole, dalla configurazione del vecchio continente data dall’autore, si può notare come questo appare più vivibile se confrontato all’Asia, dove i primi segni di grande civiltà intravisti nella società europea sono del tutto sconosciuti. Nel corso dei secoli i princìpi di libertà e democrazia sono stati acquisiti da tutti gli ordinamenti dei maggiori paesi europei, anche se molto si dovrà lavorare perché le divergenze che interessano l’economia, i mercati finanziari, i sistemi giudiziari, vengano ridotte tra i venticinque stati membro dell’attuale Unione Europea, la costituzione europea (firmata a Roma dai capi di stato o di governo dei venticinque stati membro), rappresenta uno strumento per mezzo del quale i cittadini europei possono rafforzare la loro consapevolezza di una Europa libera e democratica. In Oriente, oggi, pochi sono gli stati che possono vantare un assetto politico istituzionale che poggi su una base democratica, la distanza non soltanto spaziale, tra le due civiltà, quella europea ed asiatica, non è stata ridotta nemmeno dall’intervento dei paesi occidentali, volto ad introdurre alcuni elementi di civiltà, valori e ideali tanto inalienabili quanto ancora sconosciuti, per i quali l’uomo europeo fin dall’epoca illuminista, non mai ha smesso di lottare per ottenerli e difenderli da ogni minaccia.

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Il personale non professionale della Pa Italiana (2°parte)


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Il dirigente fa proposte al dirigente generale ed esegue i suoi progetti, dirige uffici minori. I dirigenti fanno parte di quella che si chiamava carriera direttiva. La disciplina dei dirigenti è regolata dalla contrattazione collettiva, la legge 59/87 ha esteso anche ai dirigenti il regime di diritto privato del rapporto di lavoro. Malgrado in Italia ci sia stata una normativa apposita per i dirigenti, la loro qualificazione e motivazione sono inferiori a quelle che si registrano in Francia o nel Regno Unito. Bisogna infine trattare dell’impiego privato con pubbliche amministrazioni. E’ stato il rapporto che ha caratterizzato fin dagli anni trenta i l rapporto con gli enti pubblici economici, che all’inizio rappresentò una novità, ma che in seguito si è andata attenuando. Questi enti hanno un rapporto di lavoro subordinato di diritto privato il cui giudice è l’autorità giudiziaria ordinaria. Di recente istituti come l’ISVAP (Vigilanza assicurazioni private) e la CONSOB (Commissione società e Borsa) hanno adottato lo stesso sistema, che oggi non costituisce una grande differenza, resta solo la possibilità che per una maggiore libertà dovuta ai regolamenti propri si può ottenere

una maggiore retribuzione per i l personale. Questi rapporti di cui si è parlato hanno un elemento comune che è la volontarietà, ma la pubblica amministrazione può avvalersi anche di prestazioni imposte autoritariamente. Questo è il servizio militare obbligatorio. Gli uffici pubblici per svolgere la loro attività hanno bisogno oltre che di personale, di mezzi. Per lungo tempo per mezzi dell’azione amministrativa si sono intesi i beni pubblici, in specie quelli immobiliari. I beni erano da un lato utilizzati come sedi di uffici pubblici e fornivano entrate al tesoro tramite canoni, pedaggi ecc.

Oggi le entrate patrimoniali rappresentano lo 0,50% delle entrate, quella odierna è una finanza da tributi non da patrimonio. Se tra i mezzi di cui si serve ‘lo Stato i l denaro ha un posto così rilevante, ciò è dovuto al fatto che ogni attività amministrativa comporta spese di attrezzatura, di retribuzioni, di gestione. Nello svolgimento di una funzione redistributiva lo stato sociale destina parte delle sue risorse a prestazioni sociali, che nel suo insieme costituiscono un terzo della spesa pubblica. Queste due cause determinano una crescente tensione perché sono alla base del deficit pubblico e dei conflitti che insorgono tra amministrazione di spesa (i vari Ministeri) e amministrazione di gestione di spesa (tesoro).01-pubblica-amministrazione

La caratteristica del sistema finanziario italiano è quella di avere un forte accentramento delle entrate e un notevole decentramento della spesa. Quasi la totalità delle entrate tributarie sono percepite dal Ministero delle finanze ed affluiscono al Tesoro dalle amministrazioni periferiche. Le spese sono determinate sia dalle amm. centrali, che da quelle locali, che dagli enti. Gli enti locali non avendo entrate proprie le derivano dal Tesoro, ciò determina conflittualità con lo Stato e una certa irresponsabilità finanziaria nelle amm. a base elettiva. Non verificandosi il controllo popolare proprio del parlamento, il Tesoro deve fissare i e d . tetti di spesa imposti agli enti erogatori. Questa è una caratteristica tipicamente italiana.

Il personale nella Pubblica Amministrazione di <a

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L’organico della PA italiana


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L’organico è una pianta in cui per ogni amministrazione è stabilito il numero dei posti distinto per ruolo e grado. Esso è disposto per legge o regolamento. I ruoli, indicano categorie chiuse di personale appartenente ad una amministrazione. 1 ruoli delle sole amministrazioni statali sono un migliaio. Il D.P.R. n. 618/1977 ha istituito presso la Presidenza del consiglio “ruoli unici” di impiegati e operai, per ridurre i ruoli, ma il risultato è stato che questi si sono uniti a quelli esistenti. Le qualifiche sono state introdotte al posto delle preesistenti carriere (direttiva, di concetto, esecutiva, ausiliaria) e l’intenzione era quella che il dipendente entrava in una qualifica e vi restava con aumenti periodici di stipendio. La costituzione del rapporto è stata da ultimo regolata dal D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487 che prevede il seguente procedimento: si fanno le rilevazioni dei fabbisogni, l’accertamento dei carichi di lavoro e la procedura di mobilità. Si ha poi un’autorizzazione governativa, il bando di concorso, le domande con i requisiti prescritti, una valutazione comparativa, che porta ad una graduatoria di idonei. Il regime del rapporto così com’è attualmente non regolamenta più soltanto i termini essenziali dei diritti e dei doveri delle parti ma anche le modalità di conferimento degli uffici, i criteri per la determinazione delle qualifiche e dei profili professionali. Il principio attorno a cui ruota la costituzione del rapporto è quello sancito dall’art. 97 Cost. . per cui agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso.j^Con questo metodo di scelta si afferma il “merit system” che garantisce eguaglianza e imparzialità nelle assunzioni.20020522155008_10-113-232-16

A questo principio sono ammissibili deroghe previste per legge ed esso è stato abbondantemente aggirato: si hanno concorsi riservati o con alcuni posti riservati, si procede a stabilizzazioni di dipendenti precari. La 1. 24 dicembre 1993 n. 537 ha cercato di porre argine agli abusi più frequenti.

Abolita l’autorizzazione ministeriale alla stipula, l ‘ ARAN previo parere del “comitato di settore” dell’amministrazione interessata, trasmette la proposta di accordo alla Corte dei conti, che eserciterà un controllo soltanto sulla legalità finanziaria. Un altro punto saliente del decreto è stabilito dall’art. 68 che devolve al giudice del lavoro tutte le controversie dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Vi sono poi norme che consentono il prelievo dalle liste di collocamento o la riserva del 50 per cento per coloro che sono in cassa integrazione.

Le prestazioni vengono svolte in termini di diritti e obblighi. Il dipendente è tenuto alla prestazione con le modalità fissate dai contratti e ad osservare: l’orario di lavoro, il lavoro straordinario, l’obbligo di residenza, incompatibilità con l’esercizio di altre professioni, segreto d’ufficio, rispetto della disciplina. Di contro ha diritto: alla retribuzione a varie indennità, al trattamento di quiescenza, permesso, congedo ordinario e straordinario, aspettativa. Il principio del merito, affermatosi nell’accesso è fortemente attenuato da quello dell’anzianità nella progressione di carriera, che preserva la burocrazia da interferenze esterne ed evita che i dipendenti concorrano l’uno contro l’altro. In passato sono stati introdotti obblighi che limitavano la libertà e diritti costituzionalmente garantiti, attualmente l’unico limite consentito è quello previsto dall’art. 98 Cost. che è stato ritenuto operante solo per le forze di polizia.

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L’autonomia politico-amministrativa


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Gli uffici sono monocratici se ne è titolare una sola persona fisica e collegiali.

Questi ultimi sono rappresentativi se sono scelti mediante elezione popolare o su segnalazione di associazioni private. I collegi si dividono in perfetti se possono discutere ed esprimere la volontà, imperfetti se possono solo esprimere la volontà (collegi elettorali). Altre classificazioni rispetto ai compiti riguardano gli uffici di amministrazione attiva, consultiva, deliberativa di controllo. I rapporti tra uffici si possono collocare secondo che siano di subordinazione, di equiordinazione o di indipendenza. Nei rapporto di subordinazione, l’ufficio subordinato è sottoposto a quello sopraordinato con rapporti di gerarchia, direzione, controllo, delegazione. La gerarchia è la formula organizzativa attraverso cui l’amministrazione pur nella sua suddivisione mantiene un carattere unitario. Tramite il rapporto gerarchico l’ufficio sottordinato è 36 sottoposto al potere di comando (ordini), indirizzo, vigilanza (annullamento d’ufficio), delegazione e avocazione. Direzione è il rapporto attraverso il quale un ufficio da indirizzi o direttive e a volte il titolare dell’ufficio sopraordinato sceglie quello sottoposto. Se l’ufficio sottordinato è un ente, questo è in rapporto di strumentalità.ATI L’atto di indirizzo non può essere identificato con l’ordine, in quanto il primo non è un atto puntuale ma determina le finalità dell’azione. Il controllo è la verifica della conformità della condotta e di un atto a regole preesistenti; può avere ad oggetto atti singoli o l’attività complessiva dell’ufficio sottoordinato. La delega, una figura presente anche tra rapporti che non sono di subordinazione è un istituto attraverso cui l’ufficio sopraordinato

trasferisce al secondo propri compiti o propri poteri. I rapporti di equiordinazione si estrinsecano nella parità, un rapporto in cui si posseggono medesimi poteri (due Direzioni generali di un ministero).

L’indipendenza o autonomia si differenzia per il suo contenuto che può riguardare l’aspetto politico-amministrativo, quello normativo, organizzativo, finanziario. Per autonomia politico-amministrativa si intende la capacità di darsi un indirizzo politico, tipico degli enti rappresentativi (regioni, province,

comuni). Il decentramento consente una forma di autonomia più limitata perchè consiste nella devoluzione di funzioni da uffici centrali a uffici locali. Una forma di decentramento massiccia fu quello operato dal D.P.R. n. 616 del 1977, con il quale numerose funzioni dello Stato o di enti pubblici nazionali furono delegate alle regioni e ai comuni e province. L’autonomia finanziaria comporta la possibilità di entrate proprie o di quote di tributi di altri enti. La Cost. art. 119 aveva dotato le regioni di tale autonomia che è stata però notevolmente limitata. Altre forme di rapporti possono essere stabiliti con leggi,come è avvenuto di fatto con la 1. 241 del 1990 che ha previsto accordi di programma e conferenze di servizi. La Legge 142 cit. ha dotato i Comuni e le Provincie di autonomie statutarie, cosi come la Costituzione aveva previsto, per le Regioni (artt. 116 e 123), senza pronunciarsi per gli enti locali minori. Lo statuto viene deliberato dal Consiglio (comunale o provinciale) voto palese dei due terzi dei componenti. La votazione ove non raggiunta tale maggioranza qualificata, può ripetersi entro trenta ed approvato a maggioranza assoluta. L’art. 4 2° comma 1. 142/90 prescrive che lo statuto determini competenze degli organi operanti nell’ambito dell’Ente, funzionamento è rimesso alla disciplina regolamentare. Lo statuto disciplina la collaborazione fra Comuni e Province partecipazione popolare, l’accesso ai procedimenti e in vista valorizzazione delle forme associative, lo statuto promuove tali forme collaborative.

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La BCE ha inondato il mercato monetario e pagare 500.000 milioni per il settore bancario europeo (2°parte)


Entro due mesi, inoltre, gli enti possono lasciare alcune attività come garanzie di qualità, ma questi crediti devono aver superato prima dell’approvazione delle rispettive banche centrali come una soluzione temporanea per incoraggiare l’industria a continuare a preparare il calendario delle scadenze esigenti aspettiamo il prossimo anno. Solo durante il primo trimestre 230.000 milioni deve restituire un totale di 700.000 per l’intero anno, secondo fonti finanziarie. Tra queste misure, l’euro autorità monetaria ha anche deciso di ridurre il rapporto tra riserva obbligatoria per le istituzioni dal 2% all’1% a partire dal prossimo 18 gennaio 2012, rilasciando fino a 100.000 milioni in contanti in tutto il banche dell’Eurosistema possono spendere per comprare debito a breve termine. Tali attività vengono anche utilizzati per lasciarli come garanzia per ottenere liquidità. Finora la BCE ha fornito liquidità a un massimo di un anno nel 2009. Nel mese di giugno alla fine di quell’anno ed è stato completato prima che il processo di fusioni che ha seguito la crisi finanziaria, le banche prestato 442 240 1 121 miliardi al tasso fisso dell’1% . L’obiettivo era lo stesso: per facilitare la concessione di prestiti a lungo termine per sostenere la ripresa economica, che per chi sta attraversando la peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale. La reazione del mercato al risultato dell’asta è stato un ritorno sulle vendite debito di periferiche e declina moderato nel brodo. Nei mercati valutari l’euro è tornato a 1,30 euro. Susana Felpeto analista Atlante del capitale , spiega che in questa operazione, “la grande differenza è segnata dal grado di maturità, che mira a evitare un crollo della liquidità in faccia il prossimo anno, quando le scadenze partita importante sia del pubblico e privati. ” Lo stratega di mercato alla IG Markets, Soledad Pellon, ritiene che l’asta è “un sollievo” per le istituzioni finanziarie prima del 2012 per questo motivo. Inoltre, egli ritiene che darà banche spagnole la liquidità di cui hanno bisogno ora che hanno a che fare con il processo di ricapitalizzazione di banche europee ha accettato di aiutare e coprire il buco lasciato nei loro conti l’intenzione del Governo Mariano Rajoy per ripulire i bilanci delle banche, per cui devono vendere le proprietà completato detenuti da istituzioni finanziarie. Il suo partner, Daniel Pingarrón, osserva che con operazione di oggi, “la BCE è strutturato come un prestatore di ultima istanza per il via indiretta”.

A José Carlos Díez, di Intermoney, l’impatto di questa misura della BCE e viene visto in debito pubblico sta raggiungendo le obbligazioni periferiche e anche aziendali e azioni, ma ha ricordato che esistono ancora pressioni recessive. Come riassunto, queste aste sono “la migliore notizia dell’anno per la banca” perché dissipa il rischio di una crisi di liquidità “, ma non risolve il problema di fondo”. “Per aprire il rubinetto, le banche dovrebbero essere in grado di raccogliere fondi sui mercati,” avverte. Da parte sua, David Cano, gli analisti finanziari internazionali , ritiene che le banche i finanziamenti destinati ad usi diversi, ma la chiave sarà quello di acquisire debito pubblico, che faciliti la tensione nei mercati secondari del debito sovrano, come è accaduto in giorni scorsi, nonostante il segno in rosso oggi. Anche usare questa liquidità per emettere meno e ridurre il debito e pagare depositi, rallentando la cosiddetta “guerra al passivo”, mentre al contrario, è probabile che ben poco di questo importo è trasferita all’economia reale.

Allo stesso modo, chiaro Felpeto che, sebbene l’effetto di questa iniezione di liquidità può aiutare a ridurre gli spread del debito sovrano, riducendo i costi di finanziamento per gli Stati e promuovere l’equità, i possibili effetti positivi sull’economia sarebbero rilevabili solo vero “lungo termine”, come se gli enti impegnati in questa liquidità per l’acquisto del debito non effettuare operazioni di prestito. Da IG Markets, Pellon ritiene inoltre che una parte di questo denaro può essere, nel corso dell’asta tenutasi i tesori dei paesi della zona euro e ripulire il sistema finanziario, qualcosa che avrebbe contribuire a calmare i mercati, come dimostra il ultima commercio eseguito il Martedì dal Tesoro spagnolo .

Fonte:http://www.elpais.com

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L’amministrazione in Italia


Le principali manifestazioni della vita sociale negli anni contemporanei sono gestite da pubbliche amministrazioni: sanità, stato civile, servizi in genere mettono il cittadino costantemente in contatto con i pubblici poteri. Ma questo aspetto non sarebbe invasivo se non si constatasse che gran parte dei rapporti economie il cui peso nella vita degli associati è oggi preponderante, è non regolata, ma attraversata longitudinalmente da attività amministrative. Ed è proprio partendo dal dato economico che ci si può rendere della vastità del fenomeno.italia-map1 Si prenda come punto di partenza il campo dell’occupazione, problema che sembra totalmente dominante su tutti gli altri aspetti vita; è indubbio che le amministrazioni pubbliche forniscono gran parte dei posti di lavoro dal momento che un terzo dei lavoratori è occupate esse. Ma oltre a ciò lo Stato, con le sue diramazioni decentrate, maggiore intermediario finanziario.

In sintesi il settore pubblico è il maggior polo di propulsione economia nel nostro paese. Se poi si- considera la proporzione tra il numero addetti agli altri poteri pubblici e quello amministrativo si constatare che mentre il potere legislativo e il potere giudiziario hamantenuto quasi immutata la quantità di membri ad essi preposti, il potere amministrativo ha aumentato in misura esponenziale il suo apparato. Tutto ciò sta a dimostrare, come è stato rilevato dagli studiosi nel perle compreso tra le due guerre (Kelsen e Schmitt), che l’amministrazione centro dell’attività statale, perchè oltre ad amministrare, svolge una attività normativa e di soluzione dei conflitti.

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Questi due modelli, noti come rappresentativi di due sistemi giuridici diversi e destinati a rimanere tali, si sono progressivamente modificati ed avvicinati secondo un crescente processo di interazione tra pubblici poteri e domande sociali. Queste ultime, essendo simili in tutti i paesi occidentali determinano spinte verso un più vasto apparato in grado di soddisfarle, rafforzando i poteri centrali laddove erano molto discreti, e moltiplicando i poteri indipendenti dailo Stato nei paesi continentali, tradizionalmente accentrati. Il sistema amministrativo in Italia, pur avendo antecedenti storici negli stati preunitari, si può fare iniziare da+la seconda metà del secolo

scorso al momento dell’unificazione. L’unità, avvenuta per mano del regno piemontese, si formò intorno al nucleo rappresentato da questo stato tradizionalmente ispirato al sistema francese. In realtà i due ordinamenti non erano poi cosi simili come si è costantemente ritenuto, in quanto le società civili in cui insistevano non avevano ceno le slesse caratteristiche. Lo stato francese presentava una forte unità amministrativa, una élite amministrativa, il “Conseil d’état”, i prefetti, tutti elementi tesi ad una amministrazione forte, controllata e tesa al perseguimento dell’interesse generale. Questo modello, pur con alcuni scricchiolii, funzionò in Francia, dove vi era stata una grande cura da parte di Napoleone nella scelta e nella formazione dei gradi più alti dell’amministrazione con l’istituzione delle “grandes écoles” miranti alla formazione di una dirigenza qualificata e con l’attività consultiva e giurisdizionale del “Conseil d’état”, svolta con maggior autorevolezza del nostro Consiglio di Stato. Quest’ultimo è un organo giurisdizionale importante che, nel tempo, è divenuto sempre più un costante punto di riferimento per la giurisprudenza amministrativista nel nostro paese.scorso al momento dell’unificazione. L’unità, avvenuta per mano del regno piemontese, si formò intorno al nucleo rappresentato da questo stato, tradizionalmente ispirato al sistema francese.

In realtà i due ordinamenti non erano poi cosi simili come si è costantemente ritenuto, in quanto le società civili in cui insistevano non avevano ceno le slesse caratteristiche. Lo stato francese presentava una forte unità amministrativa, una élite amministrativa, il “Conseil d’état”, i prefetti, tutti elementi tesi ad una amministrazione forte, controllata e tesa al perseguimento dell’interesse generale. Questo modello, pur con alcuni scricchiolii, funzionò in Francia, dove vi era stata una grande cura da parte di Napoleone nella scelta e nella formazione dei gradi più alti dell’amministrazione con l’istituzione delle “grandes écoles” miranti alla formazione di una dirigenza qualificata e con l’attività consultiva e giurisdizionale del “Conseil d’état”, svolta con maggior autorevolezza del nostro Consiglio di Stato. Quest’ultimo è un organo giurisdizionale importante che, nel tempo, è divenuto sempre più un costante punto di riferimento per la giurisprudenza amministrativista nel nostro paese.

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Le banche centrali per ripristinare il mercato


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Borse europee finiscono per la strada per l’aumento a metà seduta dopo l’azione concertata delle banche centrali per contrastare le pressioni del mercato. Borsa di Parigi e le sue controparti hanno accelerato il loro movimento verso l’alto nel primo pomeriggio dopo l’annuncio di una azione concertata dalle banche centrali per facilitare il finanziamento del settore bancario. Le banche centrali hanno espressamente acconsentito a facilitare ed estendere fino a febbraio 2013 il cambio delle valute (swap), e, per alcuni, per perseguire rifinanziamento di tre mesi fino a nuovo avviso. Alle 16:00, il CAC 40 guadagnato 3,88% per chiudere 3147,14 punti, in un volume di scambi di 1,411 miliardi e giù dopo l’avvio. Titoli bancari nel CAC 40 saltato 4 al 5%. In altri mercati in Europa, davanti al London Stock Exchange 2,84%, mentre Francoforte e 4,54% invece del 3,5% a Milano. Paneuropeo Euro Stoxx 50 è salito 3,82%. La U. S. Federal Reserve, Banca centrale europea, la Banca del Canada, la Bank of England, la Banca del Giappone e Banca nazionale svizzera ha annunciato azioni coordinate per migliorare la liquidità nel sistema finanziario globale.

L’euro è salito a 1,35 dollari

Questo annuncio beneficia anche l’euro torna brevemente sopra $ 1,35. In precedenza, la banca centrale cinese ha ridotto di 50 punti base del tasso di riserva obbligatoria per le banche. Questa decisione permette di rilassare il mercato del credito e sostenere l’economia secondo più grande, la cui crescita mostra il ritmo più lento dal 2009. Ciò rispecchia lo spostamento delle autorità cinesi che avevano negli ultimi mesi in diverse occasioni la MMR. Gli operatori benvenuti anche gli annunci dei ministri delle finanze leader della zona euro, Jean-Claude Juncker , realizzato nella notte. Quest’ultimo ha avvertito che il Fondo di assistenza finanziaria ( EFSF ) avrebbe raggiunto “probabilmente non” l’€ 1000000000000, come era stato promesso dopo il summit di crisi, lo scorso ottobre. “Le condizioni sono cambiate” nei mercati finanziari, ha detto. L’area dell’euro è rivolto al Fondo Monetario Internazionale , le cui risorse dovrebbero essere aumentate “attraverso prestiti bilaterali” per l’istituzione di Washington “potrebbe avere adeguatamente la potenza di fuoco come il EFSF e collaborare con lui in modo ancora più vicino, “ha dichiarato Jean-Claude Juncker. Il Fmi potrebbe essere coinvolto in modo che la BCE potrebbe aiutare indirettamente i paesi della zona euro in difficoltà. L’idea è che l’istituzione di Francoforte, attraverso le banche centrali nazionali, il FMI presta soldi per l’allora presta a Italia o Spagna. arton2835Questa soluzione sarebbe finita la situazione di stallo tra Francia e Germania sul ruolo della BCE nella crisi. Per incrementare la potenza del EFSF intervento, l’area dell’euro dovrebbero fornire un meccanismo per garantire il rimborso fino al 20 al 30% per gli investitori che sono disposti a prestare denaro ai paesi in difficoltà. L’EFSF creerà anche un fondo per attrarre gli investitori internazionali che desiderano investire in obbligazioni in euro. La Grecia non è stata dimenticata: l’area dell’euro ha accettato in prima serata sul rilascio di un prestito di 8 miliardi di euro per la Grecia, dal piano di salvataggio per primo. Il FMI deve ancora annunciare il rilascio della sua quota (2,2 miliardi nel corso degli 8 miliardi in totale).

Fonte: Le Figaro

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Le banche centrali per ripristinare il mercato e combattere le pressioni


Borse europee finiscono per la strada per l’aumento a metà seduta dopo l’azione concertata delle banche centrali per contrastare le pressioni del mercato. Borsa di Parigi e le sue controparti hanno accelerato il loro movimento verso l’alto nel primo pomeriggio dopo l’annuncio di una azione concertata dalle banche centrali per facilitare il finanziamento del settore bancario. Le banche centrali hanno espressamente acconsentito a facilitare ed estendere fino a febbraio 2013 il cambio delle valute (swap), e, per alcuni, per perseguire rifinanziamento di tre mesi fino a nuovo avviso. Alle 16:00, il CAC 40 guadagnato 3,88% per chiudere 3147,14 punti, in un volume di scambi di 1,411 miliardi e giù dopo l’avvio. Titoli bancari nel CAC 40 saltato 4 al 5%. In altri mercati in Europa, davanti al London Stock Exchange 2,84%, mentre Francoforte e 4,54% invece del 3,5% a Milano. Paneuropeo Euro Stoxx 50 è salito 3,82%. La U. S. Federal Reserve, Banca centrale europea, la Banca del Canada, la Bank of England, la Banca del Giappone e Banca nazionale svizzera ha annunciato azioni coordinate per migliorare la liquidità nel sistema finanziario globale.

L’euro è salito a 1,35 dollari

Questo annuncio beneficia anche l’euro torna brevemente sopra $ 1,35. In precedenza, la banca centrale cinese ha ridotto di 50 punti base del tasso di riserva obbligatoria per le banche. Questa decisione permette di rilassare il mercato del credito e sostenere l’economia secondo più grande, la cui crescita mostra il ritmo più lento dal 2009. Ciò rispecchia lo spostamento delle autorità cinesi che avevano negli ultimi mesi in diverse occasioni la MMR. Gli operatori benvenuti anche gli annunci dei ministri delle finanze leader della zona euro, Jean-Claude Juncker , realizzato nella notte. Quest’ultimo ha avvertito che il Fondo di assistenza finanziaria ( EFSF ) avrebbe raggiunto “probabilmente non” l’€ 1000000000000, come era stato promesso dopo il summit di crisi, lo scorso ottobre. “Le condizioni sono cambiate” nei mercati finanziari, ha detto. L’area dell’euro è rivolto al Fondo Monetario Internazionale , le cui risorse dovrebbero essere aumentate “attraverso prestiti bilaterali” per l’istituzione di Washington “potrebbe avere adeguatamente la potenza di fuoco come il EFSF e collaborare con lui in modo ancora più vicino, “ha dichiarato Jean-Claude Juncker. Il Fmi potrebbe essere coinvolto in modo che la BCE potrebbe aiutare indirettamente i paesi della zona euro in difficoltà. L’idea è che l’istituzione di Francoforte, attraverso le banche centrali nazionali, il FMI presta soldi per l’allora presta a Italia o Spagna. Questa soluzione sarebbe finita la situazione di stallo tra Francia e Germania sul ruolo della BCE nella crisi. Per incrementare la potenza del EFSF intervento, l’area dell’euro dovrebbero fornire un meccanismo per garantire il rimborso fino al 20 al 30% per gli investitori che sono disposti a prestare denaro ai paesi in difficoltà. L’EFSF creerà anche un fondo per attrarre gli investitori internazionali che desiderano investire in obbligazioni in euro. La Grecia non è stata dimenticata: l’area dell’euro ha accettato in prima serata sul rilascio di un prestito di 8 miliardi di euro per la Grecia, dal piano di salvataggio per primo. Il FMI deve ancora annunciare il rilascio della sua quota (2,2 miliardi nel corso degli 8 miliardi in totale).

Fonte: Le Figaro

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L’impero di Berlusconi nell’incertezza


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Dopo aver lasciato l’ufficio, il Primo Ministro italiano perde un valido supporto per i suoi mezzi di comunicazione di gruppo Mediaset, martoriato dalla crisi. Silvio Berlusconi si prepara a lasciare l’incarico … e il suo impero pure. Il premier italiano a capo del holding Fininvest, che possiede azioni del gruppo sono dotate di televisione Mediaset, nel settore assicurativo o nella squadra di calcio AC Milan. Con un fatturato di 5,5 miliardi di euro nel 2009, la Fininvest ha permesso a Berlusconi di salire al rango di fortuna aujoud’hui primo italiano prima di prendere il terzo posto. Tra il 1994 e il 2000, il suo patrimonio, la cui origine solleva questioni, saltò 2000000000 € a 13 miliardi. Martoriato dalla crisi, è ora stimato a 4,5 miliardi, secondo la rivista Forbes . Silvio Berlusconi sa come gestire le diverse funzioni (businesman e Presidente del Consiglio) per la sua attività. Durante i suoi vari termini a capo del governo italiano 1994-1995, dal 2001 al 2006 e infine nel 2008, i conflitti d’interesse sono state innumerevoli. Silvio Berlusconi ha approvato leggi a favore della sua azienda, chiamata “ad aziendam”.

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Di questi, gli aiuti pubblici per l’acquisto di decoder, per il quale Mediaset è stata condannata dal euroépenne dell’Unione, un aumento dell’IVA e una limitazione della pubblicità in TV a pagamento, a scapito del suo concorrente, o il Cielo l’assegnazione gratuita di frequenze invece di TNT all’asta. Inseguito in un paio di casi giudiziari per corruzione, evasione fiscale e finanziamento illecito ai partiti politici, il presidente è sempre stato assolto o ricevuto prescrizioni.

Il titolo Mediaset calo a Milano

Pressato dalla situazione preoccupante della finanza italiana e di pressioni di mercato sui tassi del paese, Berlusconi ha annunciato che non avrebbe cercato la rielezione. Una partenza probabilmente costosa per il gruppo. “Mediaset potrebbero essere svantaggiati da questo evento in futuro”, scrivono gli analisti di Nomura in cui si precisi che il concorrente di Mediaset, Sky Italia, è stata rafforzata sin dall’inizio del mandato di Berlusconi. Quando il Primo Ministro tornerà un uomo d’affari come gli altri, Fininvest potrebbe perdere 500.000.000 €, secondo una stima fornita questa mattina da Europa 1. Dal momento che l’annuncio delle dimissioni di Berlusconi, il titolo del gruppo media scesa al 12%. Per sei mesi, l’azione ha perso il 49% mentre la Borsa di Milano è calato del 30%. Il 2011 ha visto una contrazione del mercato pubblicitario italiano, è infatti stato difficile per Mediaset. Il gruppo ha pubblicato un paio di giorni i risultati in declino da gennaio. Il suo reddito netto e una diminuzione del 13,5% anno su anno a € 166.600.000. Il gruppo ha sottolineato «il difficile contesto economico internazionale” e ha avvertito che prevede un utile netto consolidato al di sotto di 2010. Ha inoltre annunciato una riduzione dei costi di circa 250 milioni di euro nei prossimi tre anni. Berlusconi avrebbe potuto tornare al suo primo successo nel mondo degli affari? “Sarò forse tornare ad essere presidente di Milano”, ha detto Mercoledì il quotidiano La Stampa Silvio Berlusconi. Proprietario del Milan per 26, l’uomo d’affari aveva acquisito notorietà in spingendo la squadra di calcio della sua città ai vertici.

Fonte: http://www.lefigaro.fr

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I 13 tecnocrati che guidano l’Italia


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Professori universitari, esperti con esperienza internazionale e formare il nuovo governo exdirectivos excomisario italiana guidata dal Concorso europeo Mario Monti. Il nuovo presidente del Consiglio dei Ministri del governo tecnico, ha deciso di mantenere per sé il portafoglio delle finanze, assumerà la carica di chief executive comune. L’età media dei nuovi ministri è 62,6 anni (63 se si includono esatta Monti). Il governo ha anche cinque ministri senza portafoglio: Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei), Piero Gnudi (Turismo e Sport), Fabrizio Barca (coesione territoriale), Piero Giardia (rapporti con il Parlamento) e Andrea Riccardi (Cooperazione Internazionale e integrazione).Antonio Catricalà, Vice Ministro della Presidenza del Consiglio. Sostituzione di Gianni Letta come Vice Ministro della Presidenza del Consiglio, una posizione chiave nel Esecutivo italiano è stata finora presidente della garanzia e della Concorrenza del Mercato. Catricalà (Catanzaro, 1952), esperto legale, è stato anche professore di diritto presso diverse università italiane. Anna Maria Cancellieri, Ministro degli Interni. Cancellieri, 67 anni, un funzionario del governo è stata tutta la sua carriera. E ’stato dirigente del Comune di Parma quando la scheda rimossa. Prima di governo è stato delegato a Genova e Catania. Giulio Terzi di Sant’Agata, il Ministro degli Esteri. Terzi (Bergamo, 1946), ambasciatore italiano a Washington, ha ricoperto varie posizioni diplomatiche. Laureato in Giurisprudenza e specializzata in relazioni internazionali. Tra il 2008 e il 2009 è stato il rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite. Giampaolo Di Paola, il ministro della Difesa. L’ammiraglio Di Paola (Torre Annunziata, Napoli, 1944) è stato finora presidente del comitato militare della NATO. In precedenza, tra il 2004 e il 2008, è stato capo di stato maggiore. Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e dei Trasporti. Passera (Como, 1954), attualmente amministratore delegato di Banca Intesa San Paolo, è uno dei pesi massimi del sistema bancario italiano. Corso di laurea presso l’Università Bocconi, ha lavorato a gruppi L’Espresso e Olivetti, in Poste Italiane, il servizio postale.mario_monti_02

Paola Severino, ministro della Giustizia. Severino (Napoli, 1948) è rettore della LUISS Guido Carli, una delle più prestigiose università private in Italia. Ben noto per il suo lavoro come avvocato penalista, è stato tra il 1997 e il 2001 Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, l’autorità di vigilanza del potere giudiziario. Elsa Fornero, ministro per il Welfare. Fornero (San Carlo Canavese, Torino, 1948), Professore di Economia presso l’Università di Torino, Cerp presiede il Centro per la Ricerca sulle pensioni e le politiche di welfare, un prestigioso think tank in Europa. Ha lavorato anche in Intesa Sanpaolo e il Ministero del Lavoro. Mario Catania, ministro dell’Agricoltura. Mario Catania (Roma, 1952) ha presieduto dal 2009 il Dipartimento del Ministero delle politiche europee è ora in carica. E ’stato anche responsabile dei rapporti con l’Unione europea per il recepimento della normativa comunitaria. Francesco Profumo, ministro della Pubblica Istruzione. Profumo (Savona, 1953), un ingegnere per formazione, ha presieduto il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano ed è stato rettore del Politecnico di Torino. Tutta la sua carriera è stata accademica. Corrado Clini, Ministero dell’Ambiente. Clini (Milano, 1937), Laurea di Medicina del Lavoro e senior fellow ad Harvard, è stato il rappresentante italiano nei negoziati delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Fino ad oggi ha presieduto il Dipartimento dello Sviluppo Sostenibile, Ministero dell’Ambiente. Renato Balduzzi, Ministro della Salute. Balduzzi (Voghera, 1955), giurista, professore di diritto ed esperto di salute, ha presieduto la Agenzia per i servizi sanitari regionali. Ha funzionato nel Ministero della Salute negli ultimi governo di centro sinistra guidato da Romano Prodi. Omaghi Lorenzo, Ministro della Cultura. Omaghi (Monza, 1948), è rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 2002. Anche membro del consiglio del giornale cattolico Avvenire.

Fonte: http://internacional.elpais.com

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Richiesta assegni familiari


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L’assegno familiare spetta a tutti i soggetti che prestano un’attività di lavoro subordinato dietro la direzione di un datore di lavoro. Sono titolare del diritto di percepire questo assegno, pure i disoccupati che a intervalli di tempo ricevono l’indennità di disoccupazione, ma anche tutti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, ma anche chi si trova nella situazione di precariato come i lavoratori in mobilità, ma altresì i pensionati, le donne in periodo dell’allattamento ed i lavoratori in malattia. Perché tali soggetti indicati prima possano essere messi nelle condizioni di esercitare il diritto a ricevere l’assegno familiare, è di basilare rilevanza che non vengano oltrepassati alcuni importanti misure di reddito, stabilite ogni anno dalle regole vigenti nel nostro ordinamento del lavoro e delle politiche sociali. Di solito, vi è un periodo ben preciso dell’anno in cui va presentata ed un termine che di anno in anno viene fissato dalla legge. Questo era possibile fino al 1° luglio di quest’anno.

Al fine di conseguire il pagamento dell’assegno è necessario presentare la domanda usando l’appropriato modello preparato dall’Inps, che è altresì trovabile presso gli sportelli dell’ Istituto Nazionale di Previdenza e su internet alla voce “moduli”. La domanda va al datore di lavoro nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa subordinato di tipo non agricola, ovvero alla sede Istituto Nazionale di Previdenza che opera nel territorio di residenza del richiedente. A partire dal 1° luglio 2011, vi è stata una rivalutazione dei parametri per il pagamento dell’assegno per i differenti tipi di nuclei familiari. L’ammontare che tocca al lavoratore non rappresenta reddito e, appunto per questo, non subisce ritenute di nessun tipo. Di solito vengono presi in considerazione tutti i redditi che confluiscono nel nucleo familiare, anche quelli dei figli che hanno raggiunto la maggiore età. Al fine di ottenere l’assegno si deve raggiungere almeno al 70% del reddito di lavoro che contribuisce a formare il reddito dell’intero nucleo familiare.

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Nel momento in cui, invece, più del 30% del reddito fosse composto da altri tipi (ad esempio: lavoro autonomo, percezione di canoni di locazione, ecc.), non si avrebbe più il diritto a percepire L’assegno per il nucleo familiare. Nel nostro paese è anche accaduto che aventi diritto non abbiano percepito l’assegno familiare, in quanto spesso accade che si faccia confusione con altre normative che riguardano altre materie come ad esempio quella delle detrazioni fiscali per i componenti del proprio nucleo familiare che si ha a carico. Adesso, invece, vediamo da dove è possibile ottenere il modulo che consente al lavoratore dipendente di ottenere l’assegno per i familiari a carico. Dal sito internet dell’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiana( INPS ), è possibile fare il download del documento che vi interessa.

Nelle famiglie che sono composte da oltre 4 figli viene riconosciuto il diritto a prendere un assegno al nucleo familiare che ha lo stesso valore sia se si hanno figli adulti fino a 21 anni che sono all’università o stanno frequentando dei corsi per la formazione sia coloro i quali hanno sottoscritto un contratto di apprendistato con il loro datore di lavoro sotto la cui direzione prestano un’attività di lavoro subordinato.

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Domanda assegni familiari


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Affinché i lavoratori subordinati, sia operai che impiegati pubblici o privati, possano avere il diritto a percepire l’assegno familiare, è di basilare rilevanza che non vengano oltrepassati alcuni importanti parametri di reddito, fissati ogni anno dalle regole che si trovano nell’ordinamento del lavoro del nostro paese. Per il riconoscimento del diritto a percepire l’assegno, occorre prendere in considerazione tutti i redditi da lavoro per i quali i contribuenti sono tenuti a pagare ogni anno l’Irpef di tutti i componenti che appartengono al nucleo familiare, a cui va annesso il valore dei beni immobiliari, dei redditi che sono che fanno parte del regime di imposizione fiscale separata, la pensione e l’assegno sociale ed altre entrate che sono fissate dalla legge che regola la materia in questione. Secondo quest’ultima, i componenti del nucleo familiare sono i seguenti soggetti: persone facenti parte del nucleo familiare come il coniuge ,i figli che non hanno raggiunto la maggiore età, gli adulti incapaci, i familiari che sono residente in uno stato diverso da quello italiano e che è si trova in un rapporto di corrispondenza biunivoca con il nostro stato.

Nelle famiglie che sono composte da oltre 4 figli viene riconosciuto il diritto a prendere un assegno al nucleo familiare che ha lo stesso valore sia se si hanno figli adulti fino a 21 anni che sono all’università o stanno frequentando dei corsi per la formazione sia coloro i quali hanno sottoscritto un contratto di apprendistato con il loro datore di lavoro sotto la cui direzione prestano un’attività di lavoro subordinato.

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Non sono tenuti in considerazione i redditi che vengono prodotti da rendite vitalizie Inail, pensioni di accompagnamento, pensione che viene mensilmente erogata in favore di portatori di handicap in qunto cechi o affetti da problemi di natura uditiva, i TFR ed altre entrate previste dalla legge. Altra cosa da dire è che una buona parte del reddito generato dal nucleo familiare (che non deve essere inferiore al 70%), deve essere generato da lavoro subordinato o da pensione che è stata liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti. Per poter ottenere in modulo con cui si fa la richiesta al proprio datore di lavoro di ottenere gli assegni per i familiari a carico si scarica facilmente andando sul sito web dell’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiana( INPS ), ed in modo molto semplice gli interessati possono eseguire il download del documento in questione. Di solito, vi è un periodo ben preciso dell’anno in cui va presentata ed un termine che di anno in anno viene fissato dalla legge. Questo era possibile fino al 1° luglio di quest’anno.

Al fine di ottenere il pagamento dell’assegno occorre presentare la domanda usando l’appropriato modello preparato dall’Inps, che trovate anche reperibile presso gli sportelli dell’ Istituto Nazionale di Previdenza e su internet alla voce “moduli”. La domanda va al datore di lavoro nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa subordinato di tipo non agricola, ovvero alla sede Istituto Nazionale di Previdenza che opera nel territorio di residenza del richiedente.

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La Merkel e Sarkozy richiedono sacrifici “credibili” in Italia



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Il presidente francese ha detto che la solidarietà non si può chiedere “se non fai i compiti a casa”. I Vertici europei sono caratterizzati dal tono plumbeo delle comunicazioni e autocompiacimento verbosità della stampa circa la ricerca di una “soluzione globale” alla crisi, qualunque esso sia, anche se il progresso è debole o assente. “L’Italia deve agire per rassicurare gli investitori”, ha detto l’UE. Quindi, andare per quattro anni. Ma in tutte le riunioni al più alto livello ci sono tocchi di attenzione e di rimproveri anche gravi.

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L’Italia ha preso ieri: Angela Merkel e Nicolas Sarkozy ha affermato di Roma “grandi sacrifici” per ridurre il suo debito. L’Italia è trasferito in Spagna nei mercati di destinazione che hanno causato tre vittime (Grecia, Irlanda e Portogallo) e sono sempre alla ricerca di quella successiva. Contro questa possibilità, la classica ricetta: i leader europei hanno chiamata per il direttore di Silvio Berlusconi le riforme economiche (mercato del lavoro e fondi pensione) e misure di austerità “credibili e specifiche”, il mantra europeo che cerca di domare la crisi fiscale che risuona un chiodo sulla bara di una ricaduta nella recessione. Berlusconi ha ricevuto un grande momento, pubblicamente e privatamente. Il primo ministro italiano è stato citato con la Merkel e Sarkozy, “Non ho mai fallito un test nella mia vita”, ha detto sorridendo al termine della riunione. Molto più cauti, il presidente francese ha lasciato un messaggio in sala stampa. “Nessun paese può pretendere la solidarietà senza prima fare i compiti a casa propria”, ha detto. “La fiducia si guadagna non solo le pareti [in relazione al fondo di salvataggio per salvare i paesi]: l’Italia deve ridurre il suo debito in maniera credibile”, cantato Merkel. L’Italia è una lunga fase di stallo che dura da 10 anni.

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Il suo deficit di bilancio non è elevato, ma il debito ha raggiunto il 120% del PIL (il doppio che la Spagna), a quasi due miliardi di euro. Il premio di rischio è cresciuto fino a superare di gran lunga il rischio paese spagnolo, che negli ultimi mesi ha beneficiato di un programma di riforme più ambizioso. Goldman Sachs prevede che l’Italia cade in recessione l’anno prossimo, e per di più Moody ha appena tagliato la nota di credito tre gradini alla volta da esigenze di liquidità elevata e il rischio di non essere in grado di soddisfare a breve termine. La pressione su Roma raggiungibile via terra, mare e aria: i datori di lavoro italiani richiedere settimane di stampa Berlusconi, sempre più indebolita da scandali e lotte intestine nel governo di coalizione. “L’Italia deve reagire per rassicurare gli investitori e gli altri Stati”, ha detto presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, in una frase che non molto tempo fa ha vinto per la Grecia, poi in Portogallo e Irlanda, e stava per essere degno anche per la Spagna. Berlusconi ha annunciato ieri che avrebbe convocare, il Lunedi, una riunione del suo gabinetto per discutere di misure per stimolare la crescita economica, che potrebbe includere la riforma delle pensioni anticipate che, di fronte con i suoi partner della Lega Nord.

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Botin rifiuta il progetto della Bce di ricapitalizzare le banche spagnole


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Il sistema bancario spagnolo si trova esattamente all’ opposto dei piani europei per ricapitalizzare le banche che prendono in considerazione l’esposizione al debito sovrano non solo in Grecia ma anche di altri paesi periferici. Ieri era Emilio Botin, presidente del Banco Santander, che ha alzato la voce per segnalare che ha “nessun senso” forza “un indiscriminato ricapitalizzazione del settore bancario europeo non risolto prima il problema del debito pubblico”. Botin pronunciò queste parole nella IV Conferenza Internazionale organizzata da Banca Santander. Alla manifestazione, chiuso alla stampa, era presente Andrea macerazione, il presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA), il corpo è diventato l’oggetto della collera del settore bancario spagnolo. L’EBA è stato progettato come un metro per misurare le esigenze di capitale delle grandi banche un taglio nella valutazione del debito sovrano dei paesi periferici, nel caso estremo, sarebbe del 60% per la Grecia, il 40% per l’Irlanda e Portogallo e del 20% per Spagna e Italia. Secondo Boot, “mettere in dubbio la sostenibilità del debito pubblico o diffuse del sistema finanziario europeo può portare ad una spirale inarrestabile di crisi sovrano e crisi bancarie.” Il presidente della più grande banca della zona euro ammette è possibile che alcune istituzioni colpiti dalla crisi greca o richiedere mercati dei capitali più, ma il piano di “ricapitalizzazione indiscriminata” “incertezza e confusione” creare “, aumenta l’incertezza mercati “e” produrre una stretta creditizia “. Questa posizione è condivisa da altre grandi banche spagnole.

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Il presidente del Banco Popolare, Angelo Ron, ha espressamente avvertito. Bankia e La Caixa anche respingere tali piani, ma non hanno parlato pubblicamente. Rafael Doménech, capo economista per BBVA economie sviluppate ricerche, vedere queste proposte “estremamente pericoloso”. Secondo lei, è tradire il messaggio del vertice europeo a luglio, dicendo che il caso della Grecia è stata eccezionale e gli altri paesi, tra cui Portogallo e Irlanda, avrebbe adempiuto i suoi obblighi.Se l’EBA supporta un taglio nella valutazione complessiva del debito come criterio per richiedere capitale “, saremmo confondendo i firewall” che l’UE ha voluto stabilire. “Il messaggio è che altri paesi periferici come la Grecia sono qualitativamente e quantitativamente diverso. Non solo siamo prevenire la diffusione ma stiamo diffondendo”, ha detto Domenech. Le Banche spagnole ritengono che trattare come problematico debito spagnolo avrebbe incoraggiato più debito per comprare meno tedesco e spagnolo, aumentando il premio di rischio e problemi di credito, peggio, con effetti disastrosi sull’economia. Anche se la decisione finale dipenderà dalle riunioni dei ministri delle finanze e capi di Stato e di governo di questo fine settimana, le autorità europee mantenuto i loro piani. Questo intervento fuori proprio presidente della conferenza dei EBA, che non ha voluto specificare alcuna informazione al riguardo, nonostante le domande del pubblico. Commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn, ha anche insistito su di esso. Il piano di ricapitalizzazione, ha detto, è necessario “rompere il circolo vizioso dei problemi del debito sovrano e la fragilità del sistema finanziario”. “Gli elementi principali di questo piano è una prudente valutazione di tutti i debiti sovrani, un capital ratio superiore di alta qualità e degli obiettivi ambiziosi”, ha aggiunto.

fonte: www.elpais.com

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Fiat: 8 ore di sciopero in Italia 21/10


Uno sciopero nazionale di otto ore in appello del sindacato del FMI si terrà il 21 ottobre negli stabilimenti italiani della Fiat, per protestare contro l’estensione di tali accordi, il che rende i contratti di lavoro flessibile e meno favorevole nel gruppo . L’assemblea dei delegati del sindacato a Roma FMI ha approvato all’unanimità la proposta della segreteria. Il movimento sarà esteso a tutti i subappaltatori e una manifestazione nazionale si svolgerà lo stesso giorno a Roma.sciopero_generale_crop

Lo scopo del movimento, ha dichiarato alla stampa il segretario nazionale del FMI, Giorgio Airaudo, è quello di riunire in un unico movimento di protesta guerra in modo diverso nel primo gruppo industriale italiano. Secondo Giorgio Airaudo, l’annuncio del capo di Sergio Marchionne Fiat ritiro dalla associazione dei datori di lavoro ‘Confindustria, ha annunciato la chiusura di impianti e di Termini Imerese Valle Ufita, i cambiamenti delle condizioni di lavoro “parte di una sola mente”. All’uscita organizzazione dei datori di lavoro ‘, la Fiat sarà davvero libero di non applicare il contratto collettivo del metallo, che il gruppo è già Pomigliano (a sud), Mirafiori e Grugliasco (nord), dove i lavoratori hanno approvato gli accordi di indurimento condizioni di lavoro in cambio di investimenti. Sergio Marchionne chiede una riforma del modo di negoziare contratti di lavoro e di essere più flessibili. “Non siamo rassegnati alla Fiat legge”, ha insistito Giorgio Airaudo ai delegati. Lunedì la Fiat ha annunciato la sua decisione di lasciare la Confindustria dal 1 di gennaio 2012, a causa della “incertezza” di regole sociali del paese. Fiat, che include il settore automotive, Fiat e industriali (camion, autobus, macchine agricole e costruzioni),è una nuova società creata nell’ambito della scissione del gruppo, impiegando 82.000 persone in Italia.fiom_manifestazione2_adn--400x300

Mancanza di flessibilità nella gestione delle sue fabbriche, la casa automobilistica Fiat ha detto che avrebbe lasciato la federazione dei datori di lavoro italiani ‘.

E ‘un vero e proprio fulmine che potrebbe interrompere tutti i rapporti sociali in Italia. La casa automobilistica Fiat, la più grande impresa industriale del paese, lascerà la Confindustria, la federazione dei datori di lavoro italiani più influente a partire dal 1 ° gennaio 2012, al fine di gestire le sue strutture con più flessibilità. Come parte della sua alleanza con gli Usa Chrysler, “Fiat, che è impegnato nella costruzione di un grande gruppo internazionale che di certo non può permettersi di operare in Italia nel contesto di incertezza ‘lontano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato “, ha detto Sergio Marchionne, capo del gruppo, che ha minacciato di passare all’azione da mesi. Chiaramente l’ Organizzazione dei datori di lavoro, che ha subito un duro colpo, ha “preso nota” pur sottolineando che “non condivide i motivi.” Si tratta di una decisione senza precedenti nella storia del paese. La Fiat, che impiega 82.000 persone in Italia e circa 190.000 in tutto il mondo, era considerato la spina dorsale dei datori di lavoro italiani.

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Seguiremo i risvolti di questa vicenda che è di fondamentale importanza per la vita economica e sociale dell’intero paese.

Fonte: Le figaro

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Emma Bonino: stato del welfare italiano “obsoleto”


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Il Vice Presidente del Senato italiano ed ex commissario europeo tra il 1994 e il 1999, Emma Bonino, ha detto Venerdì che “in Italia, la rete sociale è la donna” perché è lei che deve smettere “di lavorare tra i 58 e 60 anni “a che fare con bambini e anziani data la cura” “stato obsoleto welfare che, a suo avviso, esiste in quel paese. In una conferenza stampa a Siviglia prima di andare ad un convegno organizzato dalla Facoltà di Economia andaluso in ‘Donne e politica’ della serie, Emma Bonino ha criticato la situazione attuale dello stato sociale italiano come “sproporzionata” e “sbilanciato” e che “il 70 per cento del budget dedicato alle pensioni sociali”.

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Pertanto, l’attuale vice presidente del Senato italiano ha dichiarato che “vi è una rete sociale per gli anziani,” nonostante l’”inaridimento” della società e ha sottolineato che “solo l’otto per cento dei bambini ha accesso a cura di giorno “in Italia, in modo che la loro cura” è nelle mani delle donne “. Secondo la Bonino, l’Italia ha “lo stesso sistema del welfare” degli anni 70, che ha portato a “lavori nel settore dei servizi che non hanno assicurazione ora”, come quello che accade “per i giovani che perdono il lavoro “. Anche se lo stato sociale in Italia è “obsoleto” e “insostenibile” e non “adeguato alla realtà”, perché tenere “le stesse leggi degli anni settanta nel lavoro e pensioni”, si lamenta l’ex commissaria europeo si tratta di una questione di “tabù” nel suo paese sia per i “partiti di destra e sinistra e per i sindacati”. In linea con questo, la Bonino ha osservato che tra i leader vi è la mancanza di “responsabilità” e “coraggio” di “sollevare la questione”, che creerà conseguenze che “pagheranno le nuove generazioni”, secondo il vice presidente del Senato italiano . Allo stesso modo, Emma Bonino era convinta che in questa crisi, l’Europa ha bisogno di “leader che abbia il coraggio di affrontare le cose”, perché “la mediocrità della leadership europea è alta”. Invece, la Bonino ritiene che “a volte bisogna avere il coraggio di non seguire quello che il pubblico vuole, perché conosce già”, e concentrarsi su “come ottenere ciò che vuole.”

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In particolare, il vice presidente del Senato italiano ha dichiarato che in questo contesto di crisi, i leader “dovrebbero avere il coraggio di dire al pubblico che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi” e che la “prossima generazione” dovrà ereditare una situazione in cui “abbiamo speso troppo”.

Per quanto riguarda la Spagna, la Bonino ha detto che “la crisi è stata un tema familiare per i leader politici ed economici“. Allo stesso modo, Emma Bonino anche fatto riferimento alla situazione politica che esiste in Italia, il cui governo è sotto una “pressione tremenda” dalla Lega Nord, che “spesso fa delle dichiarazioni razziste,” nonostante che questo sia un paese che “ha bisogno di immigrati”. Assicura che il discorso che esiste in Italia a questo proposito sostiene che “l’immigrazione è solo crimine”, secondo Bonino, che ha avvertito di “pericolo” di “approccio populista serve solo a provocare tensioni”, che è un “enorme irresponsabilità dei leader politici “.

Fonte: El pais

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La pressione di Trichet ai governi nazionali dei paesi col debito


Il Presidente della Bce, è intervenuto in una conferenza stampa per spiegare la sua decisione di mantenere di tassi di interesse al 1,5% che l’inflazione rimane alta e resterà superiore al 2% fino alla fine del prossimo anno, ma ha abbassato previsioni di crescita per la zona euro e ha sottolineato la “intensificazione” dei rischi al ribasso per la crescita. Rispondendo alle domande dei giornalisti ‘, Trichet ha dichiarato che la decisione è stata presa in modo “unanime”, ma ha non ha detto se manterra i tassi bassi tutto l’anno. Tuttavia, è diventato un punto culminante che è cambiato lo scenario, con rischi al ribasso per la crescita e una riduzione del rischio di inflazione crescente, così la bilancia dei rischi è equilibrata , il che suggerisce, dato il linguaggio usuale Trichet, non ci saranno aumenti dei tassi, e presto si potrebbe anche aprire la strada a un possibile declassamento.

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Il presidente della BCE ha anche promesso che non darà fondi in modo illimitato, ma solo in caso di bisogno , e ha assicurato che l’ente fornirà liquidità tanto solo nei casi di necessità. Naturalmente, ha ricordato che la politica monetaria dell’istituto resta “accomodante”, anche se l’euro scende a reagire con le parole di Trichet, mentre i guadagni svaniscono in azioni, come alcuni investitori prevedono un taglio dei tassi o almeno i segni più chiari di un possibile declassamento in futuro. Nel suo discorso, Trichet ha avvertito che “il fattore tempo” che ha causato la crescita di quest’anno sono andati, ma si augura che l’Eurozona crescerà moderatamente per il resto del 2011, in quanto la crescita mondiale aiuterà la zona dell’ euro. Tuttavia, ha messo in guardia sui rischi per la crescita nella zona euro e ha tagliato le sue previsioni di crescita per il gruppo dei paesi con il debito.

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Ora, l’ente europeo prevede una ripresa economica nei paesi che condividono l’euro quest’anno tra 1,4 e 1,8%, che rappresenta una media del 1,6%, mentre la BCE aveva previsto in giugno di quest’anno un crescita economica del 1,9%, compresa tra 1,5 e 2,3%. Inoltre, l’autorità monetaria ha previsto che l’area dell’euro nel 2012 crescerà 1,3% in media, compresi tra 0,4 e 2,2% nel mese di giugno la BCE ha fornito il prodotto interno lordo (PIL) area dell’euro nel 2012 potrebbe crescere tra lo 0,6 e il 2,8%, una media del 1,7%. Per quanto riguarda l’inflazione, l’ istituzione si impegnerà a mantenerla stabile e secondo le sue previsioni per quest’anno, sarà compresa in un range tra 2,5% e 2,7%, mentre tenderà a ridursi un po’ per il 2012 attestandosi in un intervallo compreso tra 1,2% e del 2,2% dal 1,1% previsto -2,3% a giugno.7946-bce

Nel suo discorso, Trichet ha di nuovo messo pressione sui governi e ha avvertito che potrebbe essere necessario adottare ulteriori interventi, e ha sottolineato che l’attuazione delle misure di austerità annunciate dai governi sono di “cruciale” rilevanza per risolvere i loro problemi economici.

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BCE, Trichet: “ estremamente importante l’adempimento delle misure promesse”


Il Governo Berlusconi nei primi giorni di agosto ha annunciato la sua intenzione di ottenere il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2013 e non 2014 come precedentemente previsto, per il quale ha proposto un adattamento radicale di 45.500 milioni di euro.7461

Preoccupazione circa la reale possibilità di adattamento alla BCE da parte dell’Italia, a tal punto che Jean-Claude Trichet ha esortato l’Esecutivo italiano agli obblighi cui è tenuto e alle promesse fatte che riguardano il rispetto del pacchetto austerità.

In un’intervista al quotidiano italiano Il Sole 24 Ore, Trichet ha definito “estremamente importante”, l’adempimento delle misure promesse. “E ‘quindi essenziale che gli obiettivi indicati per migliorare le finanze pubbliche sono pienamente confermato e implementato,” ha aggiunto il responsabile della politica monetaria nella zona euro. Il governatore di Bank Austria e membro della BCE, Ewald Nowotny ha avvertito che l’Italia non sarebbe stato permesso di sottrarsi ai suoi impegni fatto il mese scorso. “Io prendo molto seriamente”, ha detto Nowotny. “E io lo vedo come una questione di credibilità in Italia e la cooperazione con l’agenda europea”, ha detto, come riportato da Reuters.

Promesse italiane erano direttamente legate alla lettera che la BCE ha inviato in Italia ma anche in Spagna, mediante la quale sono state suggerite alcune misure di aggiustamento, come condizione per acquistare i loro debiti. Il governatore austriaco è stato molto preciso e ha detto che “è abbastanza chiaro e non è un segreto che questo programma è iniziato in conformità ad una lettera inviata al governo italiano e aveva alcune considerazioni … come finanza pubblica italiana dovrebbe essere messo su un percorso sostenibile di nuovo”. In Grecia, il deterioramento della situazione è venuto a riconoscere il governo che il deficit per quest’anno raggiungerà il 8,8% del Pil invece del 7,4%, previsto dopo il 10,5% registrato nel 2010. “Questa revisione è dovuta ad una ricaduta nella recessione,” il ministro delle finanze, Evangelos Venizelos, il quale ha riconosciuto che la contrazione dell’economia sarà del 5% invece del 3,5%. Venizélos considerato “troppo rischioso” per avere un ritorno alla crescita nel 2012, che contraddice gli obiettivi del piano di ripresa economica dato al paese da parte dell’UE e il Fondo Monetario Internazionale.

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La Commissione europea ha ieri rilasciato una breve dichiarazione in cui ha smentito che le trattative con le autorità greche sono state bloccati. La dichiarazione ha indicato che il primo round di discussioni si è concluso nel pomeriggio di Giovedì, come previsto. La Commissione ha sottolineato che la missione aveva fatto “buoni progressi”, ma temporaneamente lasciato Atene per consentire alle autorità di concludere le relazioni tecniche, tra le altre cose legate al bilancio 2012 e le riforme strutturali.

La realtà è che gli aggiustamenti draconiane richieste da parte dell’UE e del FMI hanno gettato la Grecia in una recessione sempre più acuta. L’ Economia ellenica è scesa del 2% nel 2009, fino a cadere del 4,5% l’anno scorso e quest’anno si prevede una contrazione maggiore del 5%.

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Quasi un quarto della popolazione in Italia è a rischio di cadere in povertà.


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La statistica ufficiale dell’istituto rapporto mostra che negli ultimi dieci anni il paese ha “la performance peggiore di crescita tra tutti i paesi dell’Unione europea”. Quasi un quarto della popolazione d’Italia, circa 15 milioni di persone a rischio di cadere nella povertà o esclusione sociale, come rivelato dal rapporto annuale 2010 dell’Istituto Italiano Nazionale di Statistica (Istat) . Lo studio, ha presentato oggi alla Camera bassa italiana, una cifra del 24,7% la percentuale della popolazione d’Italia che “il rischio di vivere la povertà o esclusione sociale”, un valore, l’Istat ha detto, superiore alla media il 23,1% dell’Unione europea (UE). L’Istituto Italiano dice il recupero dell’Italia è “molto modesto” e che il 30,8% dei giovani lavoratori ha un contratto che non è a tempo indeterminato, sia attraverso la collaborazione o con data di completamento, che riguarda più di un milione di persone.

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L’ Italia nell’ultimo decennio (2001-2010) ha dato vita alla peggiore crescita tra tutti i paesi dell’Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro 1,3% nella UE e 1,1% nella zona euro “, dice il rapporto. “Il ritmo di espansione della nostra economia è stata circa la metà della media europea nel periodo 2001-2007 e le distanze si sono ampliate nel corso della crisi attuale. L’Istat ricorda che a metà dello scorso anno, l’economia italiana è cresciuta del 1,3% verso 1,8% nella zona euro e nell’ultimo trimestre del 2011 si è registrato un aumento del 0,1% e dell’ 1% in termini annuali, rispetto al 0,8 e al 2,5% dei paesi dell’unione monetaria.602-408-20110618_072553_2C7F5983

“In Italia l’impatto della crisi sull’occupazione è stato profondo. Nel periodo 2009-2010 il numero degli occupati è diminuito di 532.000 unità,” soprattutto a causa delle 501.000 persone meno giovani con posti di lavoro, dice il rapporto, indicando il settore industriale è stato uno dei più ha accusato la perdita di posti di lavoro. Inoltre, l’Istat rivela che nel 2010 vi erano circa 2,1 milioni di giovani tra i 15 ei 29, che né studio né lavoro, con un incremento di 134.000 unità rispetto al 2009. Il livello di crescita dell’economia italiana è del tutto insoddisfacente. Anche i segnali di ripresa congiunturale dei livelli di attività e domanda di lavoro non sembrano essere abbastanza forti e abbastanza diffusi da assorbire la disoccupazione e l’elevato tasso di inattività. Ciò che ci si augura è che mediante dei provvedimenti seri si possano risolvere i problemi strutturali che affliggono il nostro paese che ha bisogno di incentivi e di importi sproni per avviare un serio percorso di crescita.

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L’Italia batte la Spagna e secondo il mercato è più a rischio


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Per il mercato, la Spagna non è più il paese con più probabilità di seguire le orme della Grecia, Irlanda e Portogallo. Infatti, secondo alcuni esperti, il prossimo nella lista dei candidati al salvataggio è occupato dall’ Italia.Tale modifica delle posizioni non è di certo un sollievo per la Spagna, ma ciò dimostra che l’Italia presenta un andamento sul mercato finanziario non positivo che rende gli investitori più nervosi e con dubbi sul fatto che, in un prossimo futuro ci possano essere delle buone prospettive di crescita se si pensa al pesante debito che supera il 120% del suo PIL, e se sarà in grado di rispettare i piani di consolidamento fiscale.

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Nel corso della settimana passata, il premio di rischio spagnolo ha registrato un nuovo massimo per il terzo giorno di 417 punti. Tuttavia, dopo questo picco, sia sul debito spagnolo che su quello italiano hanno cominciato a farsi sempre più insistenti le voci che la Banca centrale europea, questa volta, volesse comprare il debito dell’ Italia e della Spagna nel mercato secondario, che vengono negoziati una volta emessi i certificati. Dopo i problemi di overflow ad Atene all’inizio del 2010, giustamente, i riflettori sono puntati sui paesi dell’euro che presentano livelli più elevati di deficit. Spagna, con un disavanzo di bilancio di oltre l’11% nel 2009 la spesa associata alle misure di stimolo è venuto dal primo momento nel gruppo delle cosiddette periferiche. Italia, invece, fuggì cadere nel gruppo dei paesi sospettati. Con un deficit e la cifra più bassa del suo ministro dell’economia, Giulio Tremonti, placare i timori del contagio, il governo di Roma ha visto è stata approvata nel maggio dello scorso anno dal suo vicino meridionale in termini di premio al rischio.

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La differenza massima tra i due è stata registrata nel mese di novembre nella debacle irlandese, quando presentava 90 punti base. Tuttavia, dal mese di giugno, la pigrizia del governo italiano ad accettare le riforme, la vergogna di Tremonti per uno scandalo di corruzione che coinvolge uno dei suoi collaboratori più vicini, una scarsa crescita, che si prevede di terminare l’anno con un tentativo di anticipo 1%, leggermente al di sotto delle previsioni spagnolo, ma non regola retrocede nella seconda metà, e il peso del debito hanno collocato il paese al centro del bersaglio dell’attacco degli speculatori insieme alla Spagna. Come è stato sintetizzato in un commento sul suo sito web l’economista americano Nouriel Roubini, l’Italia, la terza più grande economia nell’area dell’euro davanti alla Spagna, “ha perso credibilità e non ha fatto nulla per evitare che il suo debito continuasse a crescere.”

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