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BCE: operazione liquidità affonda Euro/Dollaro?


Dal punto di vista fondamentale la giornata di oggi è assolutamente positiva; anche se l’azionario è in bilico sotto la parità, l’iniezione di liquidità da parte della BCE è stata ben vista da tutti. Si tratta del collocamento di 489.19 miliardi di euro tramite pronti contro termine all’1% a tre anni, sottoscritti da 523 istituti Europei di cui 14 italiani che a loro volta hanno messo a garanzia titoli del debito pubblico per 38.4 miliardi di Euro.

Questi i numeri dell’operazione che dovrebbe aiutare a sostenere la liquidità nell’Eurozona, però evidentemente per quanto possa suonare positiva non ha convinto i mercati che nel breve scendono portando l’Euro/Dollaro ancora sotto a 1.3100.
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BCE: operazione liquidità affonda Euro/Dollaro?, pubblicato su FareForex il 21/12/2011

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Draghi, BCE: le conseguenze di un’uscita dall’euro


I suoi commenti evidenziano la profondità della crisi del debito della zona euro, in quanto parlare di un crollo dell’unione monetaria è stato considerati, almeno finora, un tabù dalla Banca centrale. europea (BCE). Il suo predecessore, Jean-Claude Trichet, aveva rifiutato di evocare lo scenario, definendolo “assurdo”. Mario Draghi, in un intervista al Financial Times, ha affermato che se un paese lasciasse l’euro, alla fine si troverebbe costretto ad adottare le stesse severe misure di austerità cosi comè le pesanti riforme strutturali che sono ora imposte e richieste, “ma – aggiunge Draghi - si troverebbe in una posizione più debole”. Gli stati che dovessero lasciare la moneta unica, svalutando poi la propria moneta, andrebbero incontro ad una enorme inflazione.

Per il numero uno dell’istituto di Francoforte, non c’è un trade-off a lungo termine tra crescita e austerità. Draghi ha inoltre avvertito che un crollo creerebbe tensioni e conseguenze sconosciute per quelle nazioni sopravvissute, che continuerebbero la lora avventura nell’euro. “Si avrebbe una violazione sostanziale del trattato esistente. E quando si comincia in questo modo, non si sa mai come si finisce”.

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Draghi, BCE: le conseguenze di un’uscita dall’euro, pubblicato su FareForex il 20/12/2011

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Bollette: luce e gas, in arivo una stangata


bolletteGli italiani si preparino ad una nuova stangata. Il nuovo anno sembra destinato ad aprirsi con una serie di pesanti rincari per le famiglie italiane. La manovra salva Italia è ormai in dirittura d’arrivo e il conto che gli italiani saranno costretti a pagare, si fa ogni giorno più salato, arricchendosi di nuove voci e sorprese poco gradite. Da gennaio si prevedono, tra gli altri, aumenti anche per le tariffe di luce e gas.

Secondo le stime di Nomisma Energia, che anticipano l’aggiornamento dell’Authority per l’energia previsto entro fine anno, le tariffe elettriche dovrebbero crescere del 4,8%, con un aumento di 0,8 centesimi al chilowattora che – come precisa Davide Tabarelli, esperto di Nomisma – per una famiglia ‘tipo’ (2.400 chilowattora consumati l’anno e 3 kw di potenza impegnata) si tradurrebbero in un aumento di 21,5 euro su base annua. Per il gas, invece, è atteso invece un aumento del 2,7%, ovvero 2,3 centesimi al metro cubo che si traducono, per la stessa famiglia ‘tipo’ (1.400 metri cubi di metano consumati in un anno) in un aggravio di quasi 32 euro annui.
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Bollette: luce e gas, in arivo una stangata, pubblicato su FareForex il 18/12/2011

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Fitch: sei paesi nel mirino. Italia rischia downgrade rating


Il Ministro dell’economia e delle finanze, Baroin, ha “preso atto” della decisione dell’agenzia di rating Fitch di abbassare a “negativo” l’outlook della Francia, e ricorda la risoluzione del governo per contrastare il deficit del paese . Fitch ha inoltre annunciato di aver collocato i rating di Belgio, Spagna, Slovenia, Italia, Irlanda e Cipro sotto osservazione negativa. All’Italia al momento Fitch assegna un rating A+.

L’agenzia di rating Fitch Ratings ha declassato a “negativo” da “stabile” la valutazione del debito a lungo termine della Francia, pur mantenendo il rating “AAA”, la famigerata e preziosa tripla A, la migliore possibile. “L’outlook negativo indica che c’è una probabilità superiore al 50% di un declassamento del rating entro due anni”, ha detto l’agenzia.

Rispetto ad altri stati della zona euro, la Francia è più esposto ad una ulteriore intensificazione della crisi, continua Fitch. Tuttavia, la tripla A di Francia, che il paese difende in tutti i modi, è “sostenuta da una economia ricca e diversificata, dall’efficacia delle istituzioni politiche, pubbliche e sociali e dalla flessibilità di finanziamento”, ha precisato Fitch. Inoltre, il governo francese ha adottato “diverse misure per rafforzare la credibilità degli sforzi di risanamento dei conti pubblici”, ha concluso l’agenzia. Fitch non dovrebbe giungere a considerazioni finali sull’outlook negativo del paese “fino al 2013″, fatta salvo il caso in cui si verifichi “uno shock esterno, prevalentemente a seguito di un peggioramento della crisi nell’area euro“.
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Fitch: sei paesi nel mirino. Italia rischia downgrade rating, pubblicato su FareForex il 17/12/2011

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Istat: inflazione frena la corsa


inflazioneSecondo l’Istat, il tasso d’inflazione annuo ha subito una leggera frenata nel mese di novembre, passando al 3,3% dal 3,4% del mese precedente. I dati definitivi rilasciati dall’Ufficio di Statistiche confermano le stime preliminari, registrando, su base mensile, un calo dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto a ottobre.

Il carrello della spesa, che raggruuppa i prodotti acquistati con maggiore frequenza (un paniere di beni che va dal cibo ai carburanti), registra un aumento annuo del 4,2%, superiore a quello di ottobre (4,1%) e all’inflazione di novembre (+3,3%), rivelandosi il rialzo maggiore dall’ottobre del 2008. Nel mese di novembre i rincari hanno interessato soprattutto le bevande analocliche e i prodotti alimentari, i cui prezzi sono cresciuti dello 0,7% su base mensile e del 3,1% in termini tendenziali. In questo caso si tratta dell’aumento più significativo dal febbraio 2009.
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Istat: inflazione frena la corsa, pubblicato su FareForex il 16/12/2011

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L’attacco all’Eurozona affonda l’Euro che scende sotto 1.30 contro il Dollaro USA


Nessuna tregua sul grafico di Euro/Dollaro; dopo l’uscita ribassista dal range di medio periodo il susseguirsi di ribassi ha lasciato poche volte spazio ai ritracciamenti e le entrate a mercato vengono fatte solo sulla forza in giornate come quella di oggi. Riepilogando, abbiamo la tendenza negativa fin dall’8 Dicembre, quando a mezzogiorno circa la SuperTrend a 4 ore ha confermato l’inversione al ribasso e da quel momento fin’ora abbiamo visto solo due ritracciamenti sul grafico orario che hanno dato spunti operativi.

Il primo di questi a metà giornata di Venerdì scorso, che ha costretto al close in perdita chi ha sfruttato l’entrata ribassista, mentre il secondo più importante è scattato Lunedì in apertura di mercato e prosegue tutt’ora nonostante per ben 2 volte il prezzo abbia tentato il rimbalzo sui supporti estremi. La forte negatività fa’ seguito ad un discorso più ampio di lungo periodo che qualche volta abbiamo ripreso su queste pagine; l’ipotesi di una forte sopra-valutazione dell’Euro nei confronti del dollaro USA è stata sollevata dagli economisti più illustri diverse volte ed effettivamente l’idea di un cambio 1:1 non spaventa troppo anche se vedere i ribassi prendere forma sul grafico fa’ una certa impressione.
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L’attacco all’Eurozona affonda l’Euro che scende sotto 1.30 contro il Dollaro USA, pubblicato su FareForex il 14/12/2011

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Crolla Euro/Dollaro, minimo di giornata ora a 1.3080


Crolla Eur/Usd sotto la pressione dei venditori, che trascinano il cambio nella seconda metà della giornata sotto ai minimi a due mesi; la perdita durante la giornata di ieri del supporto a quota 1.3215 aveva già compromesso il quadro tecnico ed il test dal basso dell’ex supporto ora resistenza proprio qualche ora fa’ ha dato l’ennesima conferma che la debolezza avrebbe dato brutte sorprese ai compratori.

Il cambio, che ora si aggira intorno a 1.3105 non riesce sul grafico ad invertire la SuperTrend al rialzo prima del crollo verticale così che chi non ha mantenuto lo short scattato Lunedì all’1:00 di notte si trova ora “alla finestra”. 
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Crolla Euro/Dollaro, minimo di giornata ora a 1.3080, pubblicato su FareForex il 13/12/2011

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Crisi: il giorno del divorzio tra Gran Bretagna e UE


Bce, crisiIl summit del salvataggio dell’euro, che si è concluso  Venerdì a Bruxelles ha consacrato il divorzio tra la Gran Bretagna e il resto dell’Unione europea e – il tempo confermerà o, al contrario smentirà -  forse ha chiuso una parentesi di 40 anni di rapporti tumultuosi tra Londra e i suoi partner continentali. Dopo due successivi veti, la Francia, nel 1971, aveva finalmente aperto le porte del mercato interno, a una Gran Bretagna desiderosa di non perdere il treno dell’Unione europea, allora in pieno sviluppo.

Vent’anni dopo, nel 1991, la firma del Trattato di Maastricht formalizzava una prima separazione, che covava da quasi un decennio cui che gli anni del governo Thatcher, unitamente all’episodio del “ritocco” del bilancio UE, avevano di fatto preparato la strada. Il 9 dicembre 2011, il veto posto da David Cameron su una riforma dei trattati, invocando la protezione degli interessi del suo paese – in primo luogo quelli della City di Londra – probabilmente segna una nuova svolta.

Non sorprende che i paesi dell’euro, desiderosi di rafforzare l’integrazione economica e fiscale, hanno deciso di andare avanti con un accordo “intergovernativo” a 17, cui tutti gli altri stati membri dell’ UE si sono detti pronti ad unirsi, lasciando la Gran Bretagna isolata. “E ‘uno schiaffo enorme per gli inglesi,” ha detto un funzionario europeo. Nicolas Sarkozy ha detto Venerdì mattina che David Cameron aveva chiesto in cambio di una riforma dei trattati, “quello che è stato considerato da tutti come inaccettabile: un protocollo nel trattato attraverso cui esonerare il Regno Unito da una serie di normative sui servizi finanziari”.
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Crisi: il giorno del divorzio tra Gran Bretagna e UE, pubblicato su FareForex il 10/12/2011

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Euro/Dollaro nervoso dopo Bruxelles, Gold segue


Confusione sul mercato dei cambi che su tutti i fronti accusa il meeting di Bruxelles ma anche l’attesa dei giorni prima, con il Gold che replica i movimenti di Euro/Dollaro tornando ad avere una correlazione direttamente proporzionale.

Durante la giornata di ieri il cedimento ha convinto i trader più veloci a reversare le posizioni girandole immediatamente al ribasso; per qualche ora il mercato ha dato ragione ai ribassisti visto che il doppio minimo discendente disegnato tra ieri sera e questa notte con gli indicatori negativi apriva le porte per il raggiungimento di 1.3225 durante la stessa giornata di oggi, ma la situazione è cambiata completamente nelle prime ore della mattina, in seguito alle aspettative sull’incontro di Bruxelles. La salita che è seguita al bottom vicino a 1.3300 ha spinto il cross esattamente sulla vecchia resistenza ancora valida a 1.3415 da cui poi si è scesi nuovamente per il test di forza a 1.3344 che sta cedendo sotto il peso dei venditori.
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Euro/Dollaro nervoso dopo Bruxelles, Gold segue, pubblicato su FareForex il 09/12/2011

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Standard & Poor’s: allarme collettivo per la zona euro


Eurozona_crisiIl tempo per risolvere la crisi finanziaria che affligge la zona euro sta scadendo. Il vertice UE che si aprirà Giovedì potrebbe rivelarsi il più importante di qualsiasi altro summit che lo ha preceduto, secondo Moritz Krämer, amministratore delegato dei rating sovrani europei presso Standard & Poor’s.

Dopo due anni di gestione fallimentare, durante i quali i leader europei non si sono dimostrati capaci di arginare e arrestare la crisi, il tempo stringe. L’esito di questo vertice è fondamentale. La posta in gioco è la stessa sopravvivenza dell’euro. Secondo Krämer, questo vertice, come i possibili altri passi che saranno compiuti, sono determinanti, data la mancanza di successo dei precedenti. Una delusione porterebbe generare una sfiducia ancor più profonda, e aumenterebbe il rischio di recessione.

Lunedì l’agenzia di rating ha lanciato un avvertimento senza precedenti: l’intera zona euro è nel mirino. Tutti i suoi paesi membri potrebbero subire un downgrade, se un accordo sulla risoluzione della crisi non venisse raggiunto in occasione del summit di questa settimana. Sei paesi (Francia, Germania, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Lussemburgo) perderebbero la loro preziosa tripla “A”.  S & P ha infatti posto i rating di 15 paesi della zona euro sotto osservazione negativa (“credit watch negative”) citando l’acuirsi delle tensioni sistemiche nell’area dell’euro nelle ultime settimane, “al punto da esercitare una pressione al ribasso sul credi rating della zona euro nel suo complesso”.
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Standard & Poor’s: allarme collettivo per la zona euro, pubblicato su FareForex il 07/12/2011

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Euro/Dollaro in discesa, ecco i livelli operativi


Anche se il mercato resta congelato per quanto riguarda il medio-lungo periodo, nel breve le occasioni di trading si sprecano a patto di stare sempre attenti ai grafici (si, 24 ore al giorno per chi fa’ trading “manuale”). L’ultima conferma di quanto detto la troviamo durante le contrattazioni notturne della giornata odierna quando il cambio Eur/Chf  (su cui segnaliamo da tempo l’indecisione di lungo periodo e l’alta volatilità di breve) ha dato un segnale rialzista sul template di FareForex a cui è seguito un rialzo di oltre 60 pips netti con un double top in formazione che decreta l’attuale fine della fase di acquisto.

Visto che comunque è abbastanza difficile seguire tutte le sessioni del mercato dei cambi, dovendo focalizzare l’attenzione sul breve periodo durante le ore diurne (per noi Europei si intende!) ricapitoliamo le tendenze da seguire; secondo il template, il grafico a 4 ore di Eur/Usd è ancora rialzista nonostante il momento di indecisione che stiamo attraversando e l’incrocio delle medie mobili che punta verso il basso. Sotto a quota 1.3305 probabilmente avremo una tendenza ribassista, ma fino ad allora le occasioni di acquisto le troviamo sui ribassi e sulla forza (ad esempio rispettivamente con un ritorno a 1.3344 oppure con il superamento di 1.3415).
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Euro/Dollaro in discesa, ecco i livelli operativi, pubblicato su FareForex il 06/12/2011

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Euro/Dollaro incerto ma non scende


Mentre gli indici Europei recuperano terreno andando a disegnare nuovi massimi di periodo (con l’Italiano FTSE-Mib che sovraperforma l’Eurostoxx) il cross Euro/Dollaro resta in terreno incerto senza trovare soluzione e senza uscire sopratutto dal range di trading di Venerdì scorso. Se la giornata si dovesse chiudere in questo modo allora avremo una candela inside che stravolgerebbe le analisi costringendo l’attenzione sui livelli estremi di oggi e di Venerdì scorso che diventerebbero a quel punto punti di acquisto e vendita con effetto immediato.

Il rally di Mercoledì scorso non è riuscito a dare la positività che ci si aspettava ed il cambio ora soffre della divergenza di vedute tra i trend follower e gli analisti che invece seguono anche il mercato azionario; la perdita del break-away point del doppio massimo disegnato tra Mercoledì e Venerdì scorsi non ha prodotto alcun risultato tanto che si è tornati sopra al livello di attivazione degli short ma sotto al livello di reverse, pertanto anche chi segue unicamente i grafici ed i pattern si trova al momento confuso e quasi certamente “liquido”.
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Euro/Dollaro incerto ma non scende, pubblicato su FareForex il 05/12/2011

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Crisi, Delors: euro condannata al fallimento dall’inizio


crisi_euroDi fronte alla crisi del debito, i leader europei stanno agendo “troppo poco e troppo tardi”, ha detto il francese Jacques Delors, uno dei principali architetti della moneta unica. Egli ritiene, inoltre, che l’euro fosse destinato al fallimento dall’inizio, sin dalla sua stessa nascita. In un’intervista pubblicata sul Daily Telegraph, l’ex presidente della Commissione europea, evidenzia che i problemi attuali dell’euro sono il risultato di “una combinazione tra l’ostinazione della visione tedesca del controllo monetario e l’assenza di una chiara visione da parte degli altri paesi”.

Ma ora “anche la Germania” dovrà combattere, perché “i mercati sono i mercati. E ormai sono afflitti dall’ incertezza”, ha aggiunto Delors, mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel continua a ribadire la sua intenzione di modificare i trattati dell’Unione europea per riformare l’area dell’euro, nella direzione di una vera unione di bilancio, prima di un nuovo vertice europeo in programma l’8 e il 9 dicembre. Gli inglesi, pur non facendo parte della zona euro, e dunque “non condividono l’onere”, di fronte alla crisi, sono “altrettanto imbarazzati quanto le principali banche”, ha aggiunto Jacques Delors, secondo cui la creazione di euro obbligazioni, i famosi Eurobond, rappresenterebbe “una grande preoccupazione” per la City londinese.
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Crisi, Delors: euro condannata al fallimento dall’inizio, pubblicato su FareForex il 04/12/2011

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Cina: la crescita rallenta. Pechino soffre la crisi europea


Cina crescitaLa produzione manifatturiera in Cina è diminuita nel mese di novembre per la prima volta dal marzo 2009, mentre gli esportatori cinesi stanno soffrendo la crisi del debito in Europa. Si conferma la fase di rallentamento della crescita cinese, come evidenzia l’indice PMI della China Federation of Logistics and Purchasing (CFLP), relativo al settore manifatturiero, che si è attestato nel mese di novembre a 49, livello più basso dal febbraio 2009. Precipitando al di sotto di 50, questo indicatore rivela una contrazione dell’attività cinese, che, precedentemente, registrava una espansione.

In dieci settori industriali è stata riscontrato un declino del business, tra cui quello chimico, delle apparecchiature per telecomunicazioni e dei computer. In un sondaggio simile, ma su un campione ridotto, la banca HSBC calcola un indice PMI a 47.7, ovvero il minimo storico dal marzo 2009. Molto dipendente dalle esportazioni, l’economia cinese soffre l’attuale crisi della zona euro. Una crisi che Zhu Guangyao, il viceministro cinese delle Finanze, stima, in una certa misura, peggiore della crisi finanziaria del 2008, che seguì il crollo di Lehman Brothers. “All’epoca, l’economia mondiale aveva mantenuto la crescita nel suo complesso, e i governi, in particolare i paesi del G20 erano stati capaci di attuare politiche di stimolo fiscale e monetario.
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Cina: la crescita rallenta. Pechino soffre la crisi europea, pubblicato su FareForex il 02/12/2011

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Numeri di Fibonacci per le Medie Mobili. Funziona?


Se c’è una teoria che riesce ad essere affascinante è proprio quella di Fibonacci e della sua Serie di numeri; non solo in matematica, in architettura, in chimica, in musica,in geometria, in natura, ma anche nei Mercati abbiamo dei riscontri che costringono a prendere in fortissima considerazione gli indicatori disegnati secondo le regole “Auree”.

Un esempio? Semplice: i nostri livelli di ritracciamento disegnati sui grafici (solitamente in giallo) o rilevati con analisi diverse da quelle offerte da Metatrader, rappresentano statiche ricavate dai numeri di Fibonacci secondo diverse metodologie di calcolo.
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Numeri di Fibonacci per le Medie Mobili. Funziona?, pubblicato su FareForex il 01/12/2011

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Facebook: debutto in borsa nel 2012. IPO in primavera


Facebook, il più famoso dei social network, sarebbe pronto a sbarcare in Borsa.  L’informazione è trapelata dalle pagine del Wall Street Journal. Questa non è la prima volta che circolano voci su una possibile IPO di Facebook. Ma, secondo il Wall Street Journal, i colloqui con la Securities and Exchange Commission (SEC), ente preposto alla vigilanza del New York Stock Exchange, sono in fase avanzata. La quotazione di Facebook, società che vanta oggi 800 milioni di utenti, potrebbe avere luogo tra aprile e giugno 2012.

La giovane azienda fondata nel 2004, mira a raccogliere più di $ 10 miliardi. Tale operazione le consenitrebbe di raggiungere un valore di oltre $ 100 miliardi. Ovvero 26 volte il suo fatturato previsto. Secondo le stime del sito eMarketer, il fatturato di Facebook dovrebbe attestarsi intorno ai $ 3,8 miliardi. Poche aziende hanno sinora saputo gestire una simile impresa: solo 13 secondo Dealogic, uno specialista della IPO (offerta pubblica iniziale). L’IPO sarebbe dunque una delle più grandi mai condotte negli Stati Uniti, dietro Visa nel 2008 (19,7 miliardi), General Motors nel 2010 (18,1) e AT & T Wireless nel 2000 (10,6).
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Facebook: debutto in borsa nel 2012. IPO in primavera, pubblicato su FareForex il 30/11/2011

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Template di FareForex: come si legge? Quali segnali offre?


Il template principale che usiamo per analizzare le valute allo scopo di cercare punti di ingresso ed intavolare strategie di trading è quello che potete trovare sempre in questa pagina con un’introduzione per spiegare le caratteristiche principali.

Nonostante non vuole essere un sistema di trading “automatico” e quindi l’unico scopo per cui si implementa è avere un’immediatissima visione del mercato e delle sue tendenze, effettivamente in certi momenti seguire i semplici segnali del sistema senza l’apporto di considerazioni discrezionali portano a risultati di tutto rispetto; è l’esempio proprio dell’ultimo short su Euro/Dollaro che è scattato a 1.3466 il 23 Novembre scorso e di cui sono state chieste spiegazioni.

Partendo da questo esempio vediamo come il sistema segnalava la possibilità di assistere nell’immediato al proseguo del ribasso: il primo sguardo va’ sempre al grafico a 4 ore secondo le regole del template e proprio su questo vediamo che la SuperTrend era già in negativo e ci segnalava che le operazioni in tendenza erano appunto in direzione ribassista mentre eventuali acquisti sarebbero stati contro la tendenza principale (che non vuol dire non ci siano occasioni, ma semplicemente che sono più rischiose).
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Template di FareForex: come si legge? Quali segnali offre?, pubblicato su FareForex il 28/11/2011

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Crisi debito: zona euro a un passo da recessione


Sempre più analisti prevedono una nuova recessione per la zona euro, uno scenario quasi inevitabile dal momento che le tensioni del settore bancario e la situazione di stallo politico di fronte alla crisi del debito, deprimono ulteriormente la fiducia dei consumatori e soffocano i finanziamenti per le imprese.

Gli esiti deludenti delle aste di questa settimana -  è toccato prima alla Germania, che dei 6 miliardi di titoli sperava di piazzare ha saputo
raccoglierne solo 3,6,  a causa di una domanda estremamente debole,  e poi all’Italia, dove il rendimento dei Bot semestrali è praticamente raddoppiato dall’emissione di ottobre, passando dal 3,535 al 6,504% e il tasso dei Ctz è salito al 7,814%,  i livell più alti dalla nascita dell’euro -  dimostrano che gli investitori stanno perdendo fiducia nella capacità dei leader politici di tenere sotto controllo il deficit e, di fatto, puniscono l’intera area.
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Crisi debito: zona euro a un passo da recessione, pubblicato su FareForex il 27/11/2011

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Fitch declassa il Portogallo. Rating “spazzatura”


Fitch taglia rating PortogalloNel momento in cui il Portogallo si trovava paralizzato da uno sciopero generale contro le misure di austerità che il governo si è impegnato ad attuare per risollevare l’economia del paese, promesse in cambio di un sostegno finanziario, l’agenzia di rating Fitch abbatteva la sua scure. Il verdetto è dei peggiori: downgrade di un notch e il Portogallo diventa un paese “spazzatura”. Il rating del paese  passa da BBB- a BB + con outlook negativo.

L’agenzia ha giustificato la decisione in virtù dei “forti squilibri di bilancio, del livello elevato del debito in tutti i settori e delle prospettive macroeconomiche avverse”. Fitch si aspetta ora una contrazione del 3% del PIL nel 2012, ma ritiene che le importanti riforme strutturali del paese dovrebbe rendere il Portogallo più competitivo, nel lungo termine. L’agenzia ritiene, tuttavia, che il paese riuscirà a raggiungere il suo obiettivo di riduzione del deficit pubblico al 5,9% del Pil quest’anno e al 4,5% nel 2012, anche se non esclude il rischio di scollamento rispetto a tale obiettivo, a causa del debito pubblico, destinato a salire dal 93,3% del PIL di fine 2010 al 116% nel 2013.
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Fitch declassa il Portogallo. Rating “spazzatura”, pubblicato su FareForex il 25/11/2011

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Forex Signals: minimi crescenti su Eur/Usd, ma non è up-trend


Nonostante l’aria negativa che tira sull’azionario Europeo (che tra poco arriverà anche su quello americano) il cambio Euro/Dollaro lascia sul grafico due swing di minimo e due di massimo relativo rialzisti durante le contrattazioni di oggi che ancora non vedono i minimi della giornata di ieri nonostante ci si sta avvicinando moltissimo. La perdita di quota 1.3344 in questo momento segnala la fine delle ipotesi rialziste valide per la giornata di oggi ma un recupero potrà comunque verificarsi durante l’ultima giornata di contrattazioni della settimana in corso anche se la negatività è ormai altissima.
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Forex Signals: minimi crescenti su Eur/Usd, ma non è up-trend, pubblicato su FareForex il 24/11/2011

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