Quello che si sta concretizzando sul grafico di breve di Euro/Dollaro è il primo vero rialzo da diverse settimane a questa parte. Fin dalla prima ora della giornata (quindi da ieri notte in sostanza) l’up-trend è stato frenetico e senza un solo ritracciamento degno di nota, tanto che ha portato al recupero dei livelli vecchi di Fibonacci in poco tempo oltre che al superamento del 50% del range di Venerdì scorso, punto importantissimo nel breve periodo.
Dopo oltre 150 pips di recupero è naturale aspettarsi un ritracciamento ma bisogna adesso valutare se le tendenze di breve non sono state compromesse e la direzione da seguire non deve essere rialzista; l’azionario in prima battuta sembra confermare l’up-trend, ma in realtà si tratta di un’apertura in gap-up che lascia poco spazio a nuove salite visto che sembra che il mercato voglia chiudere la finestra di prezzo lasciata aperta. Altro segnale poco confortante arriva da Usd/Jpy che dopo la discesa di questa notte in linea con i movimenti di Euro/Dollaro sembra aver recuperato terreno cancellando le perdite registrate.
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Euro/Dollaro in forte rialzo, pubblicato su FareForex il 17/01/2012
© Francesco per FareForex, 2012. | Commenta! |
Tag: grafici forex, tendenza, trading intraday, up-trend



Che l’Euro stia soffrendo non è certo una novità. Come non c’è nessuna novità nelle analisi che iniziano a girare sempre più volentieri in rete, che vedono come soluzione alla crisi del debito della zona Euro la parità tra le due valute più importanti del mondo.

Quando si tratta di problemi di debito, le prime parole che vengono in mente sono “euro” e “zona“. Ma ultimamente, c’è questo un paese che minaccia di portare i riflettori lontano dalla zona euro. Stiamo parlando dell’Ungheria.

Buone notizie arrivano dalle aste dei titoli di Stato; tra ieri ed oggi infatti le emissioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno decisamente allentato la tensione che ci trasciniamo dietro da un 2011 molto difficile, dimezzando i rendimenti nel caso dei BOT, ridimensionandoli sui BTP a tre anni e quindi riducendo lo spread tra BTP e Bund.

Tutte le strategie sul Forex basate sulle medie mobili fanno più o meno riferimento a quella a 100 ore; proprio questa da giorni mantiene il cambio in laterale insieme al supporto a 1.2670. Il test avuto durante la giornata del 10 Gennaio seguito da quello avuto il giorno successivo sembravano dover far virare il cambio al ribasso favorendo lo sfondamento del supporto a 1.2670 che sostiene il cambio dalla parte opposta fin dall’apertura di Lunedì scorso. In realtà a sorpresa durante le contrattazioni di ieri il cambio è rimbalzato ancora dal medesimo livello tornando in queste ore al test della stessa media mobile a 100 ore adesso più stretta verso il supporto.

Proprio quando pensavamo che i vertici dei leader europei il mese scorso avessero potuto fornire una risposta ai problemi dell’euro, e sortire l’effetto sperato, un discorso di Angela Merkel ha riportato la Grecia, e la vulnerabilità del paese, sotto i riflettori.

In un clima di tensione come questo è strano vedere Euro/Dollaro salire e tornare vicino al top di Venerdì scorso, sopratutto dopo un’open in gap-down. Dopo l’ennesimo giorno di tensione sull’azionario Italiano per via di Unicredit e del suo aumento di capitale (di cui si parlerà ancora sicuramente) a smorzare la paura ci pensa l’Euro, che recupera terreno dopo il contatto nelle primissime ore della giornata con il supporto a 1.2680, definito dai livelli di Fibonacci di medio periodo disegnati sulla precedente fase discendente.

La riforma delle pensioni, i tagli della spesa pubblica, la reintroduzione della tassa sulla prima casa abolita nel 2008, il pagamento di varie tasse (combustibili, beni di lusso, attività detenute all’estero …). La cura, la terza in sei mesi, mira a ridurre il deficit di circa 20 miliardi di euro. Lo scopo è quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. E, soprattutto, “rassicurare i mercati”. Speculazione o reale preoccupazione di fronte a un enorme debito che ammonta a 1.900 miliardi di euro, pari al 120% del PIL, i tassi d’interesse a dieci anni sono schizzati a quasi il 7% questo autunno. Insostenibile per la terza più grande economia della zona euro e per l’euro.

L’alta incertezza verso l’Eurozona ed il momento difficile per le valute principali legate all’Euro costringono a prendere in considerazione altri cross nel medio lungo periodo; la distribuzione di liquidità tuttavia potrà portare ad un livellamento degli spread del mercato che ora sono nettamente a sfavore di certe valute troppo poco scambiate, che vengono prontamente scartate nelle posizioni di brevissimo ma anche di lungo.

Se su Euro/Dollaro potremo avere grandi opportunità di trading nel breve periodo dopo la perdita di 1.28 che sembra ormai certa, sul Gold i grafici veloci sono già pieni di occasioni di trading che, con il giusto sistema, possono portare a guadagni interessanti.

Il premier del Lussemburgo affonda l’Euro: le dichiarazioni di Jean-Claude Juncker non lasciano spazio all’immaginazione e suonano come una sentenza (già sentita a dire il vero) oltre che come avvertimento per il vertice della prossima settimana:

Scattano gli acquisti durante la notte ed Euro/Dollaro torna in quota sorprendendo i trader e lasciando spiazzati i ribassisti; sappiamo che le previsioni sono nettamente a favore del Dollaro USA nel lungo periodo, ma oltre al fatto che la situazione potrebbe variare completamente (anche se per ora si esclude) sappiamo anche che le tendenze di medio e breve periodo sono altamente volatili ed in ogni caso le occasioni d’acquisto si sviluppano sempre anche in un down-trend di lunghissimo periodo. Detto questo quello che è successo questa notte era un chiaro segnale rialzista poichè andava a 

Questi i principali market mover della settimana dal 2 al 6 gennaio:


Il 2011 si sta per chiudere sulle rovine della crisi del debito sovrano della zona euro, e il 2012 non si annuncia sotto i migliori auspici. Una soluzione credibile e duratura sarà difficile da trovare e, soprattutto, richiederà tempo. Molto tempo. Il 2011 era cominciato in un clima di relativo ottimismo e intorno all’idea che la ripresa economica dopo la recessione seguita alla crisi dei “subprime” nel 2008, sarebbe stata modesta ma reale e che vi era la necessità di privilegiare di nuovo le attività rischiose.

Anche verso la fine dell’anno la volatilità non permette cali di attenzione sul Forex, sopratutto su Euro/Dollaro; l’andamento che negli ultimi giorni ha sviluppato sul grafico a 4 ore inversioni multiple continua a dare filo da torcere agli investitori dell’ultima ora che vogliono liquidare le posizioni prima del week-end di Capodanno per ricominciare nel 2012 da zero. Il grande ribasso messo a segno durante il 28 Dicembre ha spinto il cambio sotto a 1.30 toccando poi il giorno successivo un bottom prossimo a 1.2860. Da questo supporto il mercato è tornato in quota disegnando un secondo swing di supporto a 1.2915 per poi raggiungere in questo momento la media mobile a 100 periodi sul grafico orario. E proprio sul grafico orario andrà controllato il livello di short indicato che se superato farà proseguire il cambio al ribasso per almeno una settimana vista la debolezza generale del mercato.

Euro/Dollaro comprime nuovamente il range di interesse in questi ultimi giorni del 2011, come del resto era stato previsto. Tutti gli anni succedono bene o male le stesse cose in questo periodo, ed il 2011 per quanto è stato “anomalo” non fa’ eccezione sotto questo punto di vista. La compressione su 

Abbiamo già parlato diverse volte della correlazione diretta tra i due cambi nel titolo, come diverse volte abbiamo sottolineato le differenze sostanziali che le previsioni hanno da un cross all’altro riguardo i possibili target.
Questi i principali market mover della settimana dal 26 al 30 dicembre:


Dopo anni di supremazia nel mondo, Apple sta cominciando ad accusare gli effetti negativi delle politiche economiche e della concorrenza. I fatti suggeriscono che la popolarità della Mela sta declinando rapidamente. Anche se è difficile da credere, questa non è una mera congettura. E’ infatti ciò che mettono in luce i rapporti pubblicati dalla società di ricerche Kantar Wordpanel, per quanto riguarda le vendite di iPhone nel corso dell’ultimo trimestre. Il maggior calo è stato registrato nel mese di settembre con 3,3 milioni di iPhone invenduti, rispetto al trimestre precedente.

I Mercati ci lasciano prima del week-end pre-natalizio con un “nulla di fatto”; sia sull’azionario Europeo, sia sul nostro cambio preferito (Euro/Dollaro appunto) il close giornaliero e settimanale è assolutamente anonimo nonostante l’uscita dal triangolo di compressione sul grafico orario.




