
Sara’ applicata la confisca per equivalente
La Guardia di Finanza di Tortona ha scoperto un’evasione fiscale di oltre 50 milioni di euro perpetrata da una società operante nel settore del commercio di autovetture. Due responsabili, nella loro qualità di soci e amministratori, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per non aver presentato le dichiarazioni dei redditi e dell’IVA.
In particolare, i finanzieri – informa un comunicatio delle Fiamme Gialle – insospettiti dall’elevato tenore di vita dei due soggetti – ostentato anche attraverso il possesso di auto di grossa cilindrata, shopping in boutique di lusso, vacanze costosissime – hanno ricostruito tutti i rapporti finanziari riconducibili all’azienda ed ai suoi amministratori.
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Nella capitale i commercianti decidono quando aprire
Sono partiti i saldi da Sicilia e Basilicata mentre in altre 14 regioni sono cominciati il 5 gennaio (il 7 e per Molise e Alto Adige, il 10 per la Val d’Aosta). Ma è già guerra di cifre: le associazioni dei consumatori annunciano un vero crollo anche nelle vendite a prezzo saldato, Confesercenti e Confocommercio sono più ottimiste.
Ed è partita nei negozi italiani anche quella che dovrebbe essere una vera rivoluzione, con la liberalizzazione degli orari di apertura in base a quanto deciso dalla legge n.111 del 15 luglio 2011. A Roma, in base alla circolare dell’assessorato
alle attività produttive, i negozianti potranno decidere quando
aprire e quando chiudere, senza vincoli anche sulla domenica e la mezza
giornata settimanale. L’applicazione della legge dipende dagli accordi
trovati fra comuni e associazioni di categoria di regione in regione. In
dicembre, Confersercenti e Confcommercio avevano protestato contro una
misura che a loro parere penalizza i piccoli commercianti rispetto alla
grande distribuzione.
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Forse molti di voi hanno seguito e ricordano bene una delle inchieste di Report, la trasmissione di Milena Gabanelli, della scorsa stagione, che esplorava il mondo della produzione manufatturiera italiana, scoprendo una realtà impressionante.

L'inchiesta alla quale ci vogliamo riferire era dedicata in particolare al settore della produzione di divani e dopo una prima parte (andata in onda a giugno) concentrata nella zona di Forlì, si è allargata al resto d'Italia, andando a esplorare la situazione del settore in Lombardia, in Basilicata, fino in Puglia (andata in onda a dicembre 2011).
La Gabanelli ha portato alla luce la piaga della concorrenza sleale delle imprese non regolari, operata ai danni delle aziende storiche italiane, quelle che da sempre, producono divani a livello artigianale, con competenza e professionalità, utilizzando materiali di qualità e personale qualificato, regolarmente assunto.
L'inchiesta di Report aveva evidenziato come il cuore del problema è rappresentato dalla concorrenza sleale operata dalla manodopera cinese, a costi fuori mercato. Un modus operandi che ha creato molto danno alle aziende del comparto, mettendole di fatto in condizioni di non poter piu' sostenere la produzione.
Ma l'inchiesta ha evidenziato che la situazione è preoccupante non solo dal punto di vista delle aziende coinvolte, ma anche dal punto di vista dei consumatori, che senza saperlo, hanno subito un danno.
A spiegarlo bene a Milena Gabanelli, era stato Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi, un'azienda leader del mobile imbottito, quotata alla Borsa di New York, che in Puglia, a Santeramo, lavora da 50 anni.
Continua a leggere “Report e Natuzzi in difesa del vero made in Italy”
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Enel premia i migliori blogger, con un concorso a premi che ha in palio degli iPad 3G

Una bella occasione per essere premiati per il lavoro on-line, ma anche per dare visibilità a quello che si scrive sul proprio Blog.
Il concorso si intitola Enel Blogger Award 2012 e possono partecipare tutti i blogger che gestiscono un Blog attivo almeno da 6 mesi in rete.
Ci si può iscrivere direttamente sul sito dedicato di Enel, candidando uno degli articoli scritti durante l’anno.
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Stima Coldiretti:un quarto del cucinato resta in tavola.Riciclare
E’ rimasto sulle tavole circa un quarto delle portate preparate per la vigilia e per il pranzo di Natale, per un valore di oltre mezzo miliardo che rischia di finire nel bidone della spazzatura, nonostante una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi.
Ad essere gettati sono soprattutto i prodotti già cucinati e quelli piu’ deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati.
Si suggerisce la preparazione di polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia per utilizzare gli avanzi secondo le ‘preziose ricette della nonna’.
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A proposito di crisi, di risparmio e di regali di Natale, ecco 11 modi per impacchettare i regali di Natale, senza usare la carta da regalo.
- avvolgere il regalo in una sciarpa o in uno scialle
- mettere in una borsa riutilizzabile di tessuto
- mettere il regalo in una borsa per i regali, magari riciclata dal Natale passato
- avvolgere il regalo in carta da regalo recuperata dal Natale passato
- avvolgere il regalo in una copertina per bambini
- avvolgere il regalo in carta da pacco decorata
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Albicocche a 20 euro, le pesche a 15 euro
Dalle ciliegie vendute a 30 euro al chilo alle albicocche che arrivano a 20 euro al chilo fino alle pesche offerte a 15 euro al chilo. E’ lunga la lista dei prodotti con i prezzi schizzati alle stelle con l’arrivo del Natale.
E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia che “nonostante la crisi sono in molti ad acquistare prodotti ritenuti snob che pesano sulle tasche, danneggiano l’economia del Made in Italy e concorrono ad inquinare l’ambiente perché trasportati da lontano”.
“Meglio seguire le indicazioni del presidente del Consiglio Mario Monti
che – riferisce la Coldiretti – nelle sue dichiarazioni alla Camera
aveva dichiarato che “quando si acquista un bene o un manufatto
prodotto in Italia non solo si sceglie la qualita’ delle esperienze e
delle conoscenze del nostro Paese, ma si contribuisce a tenere in vita
aziende e sostenere posti di lavoro sul nostro territorio”.
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Per pranzo o cena disponibili 88 euro contro 109
Nove italiani su dieci rimarranno a casa per la cena e il pranzo di Natale. E il menu sarà low cost: si spenderanno 2,3 miliardi, il 19% (542 milioni) in meno rispetto al 2010. Il clima di recessione e l’eccessivo peso delle imposte sui consumi mettono in crisi il menu di Natale e fanno serrare le fila alle famiglie. Questo il risultato dell’indagine Confesercenti-Swg su pranzo e cena di Natale.
Quest’anno dunque ci saranno soltanto 88 euro (contro i 109 dello scorso anno) a disposizione per ciascuna famiglia che, certamente, rimarrà in casa ma dovrà quindi fare anche attenzione a quanto metterà in tavola.
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La metà più povera dei nuclei familiari detiene solo il 10% cento
La ricchezza delle famiglie italiane è concentrata nelle mani di pochi, con il 10% dei nuclei familiari più ricchi che possiede quasi la metà (45%) della ricchezza complessiva.
Lo sottolinea la Banca d’Italia, secondo cui “la distribuzione della ricchezza è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza e, all’opposto, poche famiglie dispongono di una ricchezza elevata”.
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Radicali: Finalmente non siamo soli. ‘Avvenire’ ripubblica corsivo
Non si placa la polemica sull’esenzione
dell’Ici agli immobili della Chiesa. I radicali esultano.
“Finalmente, dopo anni di solitaria battaglia, esplode in tutto il suo scandalo la verità su uno dei privilegi vaticani”, afferma Mario Staderini. E annuncia una campagna in tutta Italia per chiedere ai Comuni di fare accertamenti. Il quotidiano della Cei ‘Avvenire’ ricorre all’ironia e pubblica per il secondo giorno consecutivo lo stesso editoriale di prima pagina del direttore Marco Tarquinio sotto l’occhiello ‘repetita iuvant’.
Chiosa il giornale dei vescovi: “C’è chi l’ha addirittura descritta come
una ‘fatwa’ e chi, persino due leader di partito, ha continuato a
ripetere che ‘le attività commerciali della Chiesa non pagano l’Ici”.
Segue il corsivo, significativamente intitolato ‘La vergogna dell’Ici.
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Il diesel a 1,522
Proseguono i segnali al rialzo sulla benzina. Dopo Esso e in attesa di eventuali interventi da parte del market leader, Eni, anche Q8 e TotalErg hanno deciso infatti di muoversi sui prezzi raccomandati con aumenti, rispettivamente, di 0,5 e 0,4 centesimi. Rialzi che si trasmettono a livello di prezzi praticati, tutti in crescita prevalentemente sulla “verde”. Rincari anche per le no-logo mentre va progressivamente riducendosi il gap con le petrolifere. Questo il quadro che emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it.
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Fumatori consapevoli dei rischi, ma liberi di scegliere
In Italia la quota dei fumatori si colloca a livelli medio-bassi nella graduatoria europea: fuma il 23% della popolazione di 14 anni e più con 13,4 sigarette fumate mediamente al giorno. Il commercio legale di tabacchi lavorati contribuisce alle finanze pubbliche italiane con circa 14 miliardi di euro l’anno (più di 10,5 miliardi di accise e oltre 3 miliardi di Iva), impiegando complessivamente nell’intera filiera (dalla produzione agricola del tabacco al commercio al dettaglio) oltre 200.000 persone. E’ quanto emerge dall’analisi del Censis.
Il gettito fiscale corrisponde a quasi il 2% delle entrate delle
amministrazioni pubbliche, percentuale che sale al 3,3% se si
considerano le sole entrate tributarie erariali. Grazie a una gestione
attenta delle politiche fiscali e dei prezzi, nell’ultimo ventennio il
gettito è aumentato costantemente, raddoppiando il valore in termini
reali (passando da 1,34 euro a pacchetto a 2,86 euro).
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Controlli GdF su certificazioni studenti, recuperati 300.000 euro
Bicicletta? Autobus? Tram? No, meglio la Porsche per andare a lezione in facoltà. Con buona pace di tutti se poi, nell’autocertificazione per la borsa di studio, si dichiara di appartennere a una famiglia indigente.
Un caso limite che non sembra però isolato, quello portato alla luce a Padova dai controlli della Guardia di Finanza sulle dichiarazioni rese dagli universitari della città finalizzate alle richieste di contributi e benefici allo studio.
Gli accertamenti delle Fiamme Gialle su quanto ruota attorno al mondo
dell’ateneo e della popolazione studentesca non si sono limitati al
fenomeno degli affitti in nero, di per sé già insidioso. In sinergia con
l’Università di Padova, la lente d’ingrandimento dei militari si è
posata anche su coloro che, senza averne diritto, hanno illecitamente
percepito benefici economici e borse di studio attestando il falso e
scavalcando in graduatoria i veri poveri.
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Su agosto 2010 settore privato +2%, pubblico +0,6%
Nel mese di agosto l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un aumento dell’1,7% rispetto ad agosto 2010. Lo rileva l’Istat evidenziando che nella media del periodo gennaio-agosto 2011 l’indice è cresciuto dell’1,9%, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.
Con riferimento ai principali macrosettori, ad agosto le retribuzioni orarie contrattuali registrano una crescita tendenziale del 2% per i dipendenti del settore privato e dello 0,6% per quelli della pubblica amministrazione.
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Nel 2011 recuperati 11 mld da evasione, nel 2012 puntiamo a 13
Il redditometro sarà operativo “a tutti gli effetti entro un mese”. Lo ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervistato da Sky Tg24.
“Ora – ha spiegato – abbiamo una seria di norme che hanno ristretto un po’ il cerchio e ci consentiranno di confrontare le spese con le dichiarazioni dei redditi”.
Befera ha spiegato che le somme recuperate dalla lotta all’evasione “supereranno gli 11 miliardi nel 2011″ e di puntare a 13 miliardi l’anno prossimo.
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Anche se declassata è in categoria A, bassi rischi default
Il rating dell’Italia dopo il declassamento operato da Standard & Poor’s “resta un rating molto forte“, ha puntualizzato Moritz Kraemer, Managing Director di Standard & Poor’s durante una conference call sul declassamento di rating comunicato ieri notte sull’Italia. “I nostri studi sui default mostrano che finora sui debiti pubblici non c’è mai stata una insolvenza nella categoria A”.
Per questo, ha proseguito l’analista, non bisogna fraintendere il significato del declassamento sull’Italia.
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Eni +1,4 centesimi a 1,647 euro. Gasolio in media a 1,525
Effetto Iva sui prezzi dei carburanti.
Si è riflesso istantaneamente sui listini l’aumento dell’Iva dal
20 al 21%, entrato in vigore sabato dopo la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale, venerdì, della manovra bis convertita in
legge.
Nel fine settimana, infatti, i prezzi alla pompa sono
aumentati in media di 1,4 centesimi al litro. Stando alla
consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, il rialzo Eni è
stato di 1,4 centesimi al litro sulla benzina, di 1,3 sul gasolio e di 0,5 sul Gpl.
La nuova media nazionale per il cane a sei zampe si attesta così a 1,647
euro/litro per la verde, a 1,529 euro/litro per il diesel e a 0,718
euro/litro per il Gpl.
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“L’Ocse conferma la necessità di proseguire con nostre riforme”
“I dati del rapporto Ocse
sull’istruzione in Italia confermano la necessità di proseguire
nella direzione delle politiche adottate dal governo e ne indicano alcuni risultati positivi” e gli insegnanti italiani sono meno pagati dei colleghi stranieri perchè “sono numerosi per fare fronte all’elevato numero di ore di insegnamento”.
Lo dice in una nota il Ministero dell’Istruzione, in seguito alla pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’Ocse sull’Educazione.
Secondo il Miur nel dossier “viene dimostrata l’assoluta infondatezza
delle polemiche sul presunto sovraffollamento delle classi. I dati Ocse
dimostrano infatti che gli studenti italiani vivono in classi
relativamente poco numerose, con un insegnante ogni 10,7 alunni nella
scuola primaria (media Ocse 16) e uno ogni 11 alunni nelle secondarie
(media Ocse 13,5)”.
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De Vita: Certamente non aiuta la ripresa dei consumi
Con l’aumento dell’Iva dal 20% al 21% (stabilito nella manovra che verrà approvata oggi in via definitiva alla Camera) ci sarà un aumento della benzina dell’1,2-1,3 centesimi al litro. Ad affermarlo, a margine di un’audizione in Senato, il presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vita, il quale ha aggiunto che “certamente” l’incremento di un punto di Iva “non aiuta la ripresa dei consumi”.
Secondo De Vita, “i consumi vanno già maluccio e il trend resterà negativo”.
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Il governo chiederà la fiducia sul maxiemendamento al Senato
L’aumento di un punto dell’Iva dal 20 al 21%, un contributo del 3% sopra i 500mila euro e l’anticipo dell’aumento dell’età di pensionamento delle donne nel settore privato già dal 2014. Il governo alla fine ha dovuto rimettere ancora una volta mano al testo della manovra approvato domenica dalla commissione Bilancio del Senato e decidere l’introduzione di alcune novità, che sono state a lungo oggetto del confronto politico, per rendere più credibile il decreto.
A pesare le parole di ieri del Capo dello Stato Giorgio Napolitano
che di fronte alle turbolenze dei mercati finanziari ha chiesto
un’approvazione rapida del provvedimento e misure più forti.
Le misure sono state concordate nel corso di un vertice di maggioranza a
palazzo Grazioli con il premier Silvio Berlusconi, il ministro
dell’Economia Giulio Tremonti e il ministro della Semplificazione
Roberto Calderoli. Al termine della riunione un comunicato ufficiale del
governo ha reso noto che nel maxiemendamento, che dovrebbe essere
approvato entro domani da palazzo Madama con voto di fiducia, saranno
inserite queste tre novità di peso. E ha fatto sapere inoltre che
giovedì il consiglio dei ministri varerà il ddl costituzionale per
inserire in Costituzione l’obbligo al pareggio di bilancio e
l’attribuzione alle Regioni delle competenze delle Province.
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